giovedì 14 febbraio 2019

Judith Hermann: il minimalismo è il mio modo di scrivere. #LeInterviste

Dopo anni di presentazioni e chiacchiere con gli autori più disparati non mi ci vuole troppo tempo per avere un'idea quanto più precisa del tipo di scrittore che ho davanti. Sono veramente pochi i casi in cui tornando a casa sono avvolto nella nebbia di non sapere se voler approfondire la nuova conoscenza o dare spazio a qualcosa di più vicino al mio gusto.

Qualche mese fa ho incontrato Judith Hermann, autrice tedesca che ho deciso di incontrare essendo una delle ultime proposte de L'Orma, editore romano grazie al quale sto recuperando negli anni le mie imbarazzanti lacune in quanto a letteratura francese e tedesca -per l'appunto-.

La Libreria Trebisonda di Torino è stata lo scenario della presentazione de L'amore all'inizio, il romanzo con il quale ho avuto modo di approfondire, perché questo è stato uno dei casi in cui dopo poche frasi non ho avuto dubbi sul da farsi.



Mi sono informato e l'ho fatto soprattutto dopo questa chiacchierata, dopo esser stato colpito da una voce così affilata e raffinata.
La Hermann, classe '70, nasce con l'idea del giornalismo in quella Germania del muro dalla quale andrà via, verso gli Stati Uniti, una delle patrie delle short stories, il racconto breve che contagerà Judith e con lei l'intenzione di dedicarsi a quella "cosa" della Letteratura.

Dopo un riconoscimento su scala mondiale e diversi premi vinti, dopo aver pubblicato svariate raccolte di racconti (alcune di queste pubblicate anche in Italia da Socrates) il passaggio alla forma più estesa.

L'amore all'inizio potrebbe essere riassunto come una vicenda di stalking tra le case di un ridente quartiere, uno di quelli comuni da immaginario cinematografico che in questo caso diverrà il centro di ossessioni e tensioni forti.

Sei passata dalla forma breve a quella più distesa. Sei partita dal racconto che si caratterizza per il dover condensare tutto in poche pagine, tutto deve infatti brillare in pochissimo tempo. Mi chiedevo se con la forma lunga c’è stata una difficoltà nel tenere sullo stesso piano la tensione emozionale che pervade queste pagine.

Non è stato facile in effetti. Raymond Carver diceva che i racconti sono fast-in/ fast-out, entri veloce ed esci altrettanto veloce. Anche se in ogni short story succede sempre molto, entri e già in qualche modo vedi il segnale d’uscita.
Ci entri dopo aver preso una rincorsa, ti prendi il cuore in mano e ci entri. 

domenica 10 febbraio 2019

Le Ricrescite di Sergio Nelli

Se la collana di narrativa targata Tunué era sempre stata per me sinonimo di nuove scoperte, con Ricrescite di Sergio Nelli ho dovuto rivedere questa idea, ampliarla. Scoperte sì - penso agli esordi che hanno lasciato il segno e ad autori più navigati che hanno trovato una nuova dimensione nella consolidata proposta diretta da Vanni Santoni- ma questa volta, allargando l’orizzonte, anche di RI-scoperte. 

Questo il caso di Ricrescite, primo di svariati recuperi atti a riproporre in una nuova veste libri tutti italiani e ingiustamente dimenticati. Un titolo che grazie alla sua esperienza di lettura non aveva dimenticato (soprattutto!) Antonio Moresco, da quando questa storia di dolore uscì originariamente per Bollati Boringhieri



È un libro magico e a parlarne troppo lo si soffoca”. 

Parafrasando Moresco ho cominciato anche io così, senza volermi soffocare nelle aspettative e lasciandomi trascinare verso questa ricrescita annunciata. 

Durante la lettura sarà lo stesso Nelli a proteggersi da una vivisezione, con l’aiuto di Sartre e svariate esigenze personali. Pensare a Ricrescite come un romanzo puro, volerlo etichettare, significherebbe pensare con perizia al lavoro di un artigiano, di uno scrittore nella fattispecie. Ma qui verremo da subito messi di fronte all'uomo. L’artigiano di questo, di noi tutti, non può che essere solo Dio e se questo non ci fosse, non esistesse, all’uomo non rimarrebbero solo che interrogativi personali e l’assenza di una natura in favore di una “condizione” assai scomoda con cui fare i conti.