giovedì 10 gennaio 2019

Perso nel bosco di Dario Panzeri

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.

Lo scriveva Dante nella sua Commedia ma non credo serva scomodare il sommo poeta per entrare in quella dimensione di smarrimento. Perdersi è umano, comune e forse troppo spesso brancoliamo nel buio di boschi privati alla ricerca di luce.

Anche l'esordio di Dario Panzeri -l'ennesima uscita del Progetto Stigma e targata Eris Edizioni- sembra trovare la sua dimensione tra rami d'inquietudine, ombre pericolose e maschere caleidoscopiche.



Perso nel bosco è un viaggio grafico che si apre con l'accettazione di una paura atavica e indefinita, con il fare i conti con la pellicola in bianco e nero di un momento preciso e delicato della nostra vita.


A guidare il lettore tra rovi spinosi sarà una figura grottesca, all'apparenza -ed erroneamente- una sorta di Batman underground del quale Panzeri sarà sicuramente un grande ammiratore. Ma non bisogna mai fermarsi al primo sguardo, così come in ogni tavola di questa graphic novel, per capire che è la maschera la protagonista del racconto, il costume che ci cuciamo addosso nel nostro quotidiano. 

Aspettiamo l'eroe senza accorgerci di aver indossato una maschera per poter sopravvivere, per non farci riconoscere dalle innumerevoli paure capaci di immobilizzarci. 
Batman? Qui Batman incontra il Birdman di Iñárritu ma prende soprattutto i tratti e la voce di Panzeri diventando qualcosa di talmente ipnotico da bucare la tavola.

giovedì 3 gennaio 2019

I libri di Joe Lansdale. La collana a stelle e strisce di Giulio Perrone. #LeInterviste

Non ho potuto nascondere la sorpresa quando ho visto Giulio Perrone Editore annunciare di un intero progetto targato Joe Lansdale. L’autore americano tanto apprezzato in Italia messo al timone di un’intera collana dedicata alla narrativa a stelle e strisce. Piena libertà sulla scelta dei titoli e la voglia di portare ai lettori italiani libri lontani ma al tempo stesso cari all'autore texano.

Durante l’ultima edizione di Più libri più libri, la fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma, ho avuto modo di parlare proprio con Lansdale in occasione dell’uscita di In fondo è una palude, una conversazione con Seba Pezzani che oltre a essere il suo traduttore è stato anche il tramite per questo felice matrimonio. 

Da una parte una chiacchierata su carta per ripercorrere quarant'anni di carriera, dall'altra qualche domanda per farmi raccontare cosa succederà nei prossimi mesi. 



Per la prima volta hai raccontato i tuoi quarant'anni di carriera e mi chiedevo se nel fare i conti con questo racconto -quasi generazionale- ci siano stati uno o più aspetti che ti hanno sorpreso.


Sì, è successo veramente! Ci sono stati momenti in cui io stesso mi sono stupito di quello che avevo fatto ed è stato come accorgersi improvvisamente di aver fatto tanta strada e la sorpresa è stata palpabile. Devo dire che Seba Pezzani mi ha fatto anche le domande giuste, quelle che hanno portato a quelle risposte che mi hanno stupito e che avrete modo di scoprire in questo libro.

In questi anni non ti sei mai schierato politicamente nonostante i tuoi lettori forti sappiano quali siano le tue idee. Questo lo hanno scoperto dalla tua letteratura e dall'uso che ne hai fatto durante la tua carriera. Oggi proprio la letteratura di genere è diventata l’espediente per fare un certo tipo di critica e puntare i riflettori su determinati problemi contemporanei. Perché affidarsi sempre più spesso al genere?