venerdì 27 aprile 2018

Aspettando il Salone del Libro 2018 #SalTo18

Dopo la sentitissima trentesima edizione del Salone del libro di Torino si apre la seconda prova per Nicola Lagioia e la sua squadra. Un giorno, tutto questo è il titolo di una manifestazione anche quest'anno ricca di ospiti e di un'idea culturale solida e ben precisa. Dal 10 al 14 Maggio sarà nuovamente Torino ad essere la protagonista, il luogo di confronto nel quale un numero molto alto di ospiti internazionali e non verrà a portare il loro racconto.



Anche quest'anno una selezione del meglio secondo il sottoscritto, una scrematura minuziosa dei migliori eventi della manifestazione. Carta alla mano non vi rimane che costruire il vostro salone.

Mercoledì 9
Pre-Salone
19.30 Paolo Cognetti (Einaudi) @OGR

Giovedì 10 

11.00 Javier Cercas (Guanda)
16.30 Giusi Marchetta (Rizzoli)
16.30 Yewande Omotoso (66thand2nd)

SaloneOFF
18.45 
Francisco Ovando (Edicola Ediciones) @Libreria Trebisonda 
19.30 Italian Horror Story con Claudio Marinaccio (Miraggi) @Circolo B-locale
19.45 Patricio Pron (gran vìa) @Libreria Trebisonda 

20.00 Yewande Omotoso (66thand2nd) @Libreria Pantaleon

Javier Cercas, Yewande Omotoso & Francisco Ovando






Venerdì 11
10.30 Carlos Reyes & Rodrigo Elgueta (Edicola Ediciones)

11.30 Marco Peano (L'Orma Editore)
12.30 Sergij Žadan (Voland)
13.00 Patricio Pron (gran vìa) 
13.30 Vanni Santoni (Mondadori)
13.30 Leonardo Colombati (Mondadori)
13.30 Roddy Doyle (Guanda)
14.00 Paolo Nori (marcos y marcos)
14.30 Michele Orti Manara (Racconti Edizioni)
15.00 Guillermo Arriaga (Bompiani)
16.00 Omar Robert Hamilton (Guanda)
16.00 Alicia Giménez-Bartlett (Sellerio) 
16.30 Cesare Sinatti (Feltrinelli)
17.00 Niccolò Ammaniti (Einaudi)
17.30 Gianfranco Di Fiore (66thand2nd)

venerdì 13 aprile 2018

TINTAS. 13 storie di fermento cileno.

Roberto Bolaño, il più famoso scrittore cileno degli ultimi 30 anni, scrisse di come l'America Latina fosse il manicomio d'Europa così come gli Stati Uniti ne erano stati la fabbrica, un manicomio che stava ancora bruciando nel proprio carbone. Tanti anni sono passati da quell'affermazione e la situazione di quella schizofrenia, almeno sotto una prospettiva letteraria, è sicuramente evoluta. Guardare oggi il Sud America significa infatti vedere nuove generazioni di scrittori animate dallo stesso identico fuoco a cui forse faceva riferimento Bolaño.

A questa supposizione sono arrivato leggendo Tintas, la raccolta di 13 racconti dal Cile curata da Maria Cristina Secci e pubblicata da gran vía.



L'intenzione di racchiudere in un libro le storie di alcuni degli autori cileni più promettenti e consolidati della nostra contemporaneità acquista un senso nel momento in cui, come forse i più attenti osservatori del panorama letterario del sud sapranno, proprio il Cile risulta essere un dei paesi più ferventi.

Lecito chiedersi cosa racconti oggi questo paese, cosa abbiano in comune tutte queste voci e cosa possa significare approcciarsi a questi racconti.

Mi sono sempre fatto un'idea di questa letteratura come di un qualcosa legata al frenetico scorrere della storia e ai sentimenti che la poesia ha da sempre raccontato. Gli autori di Tintas manifestano una voglia di prolungare questa tradizione continuando a riflettere sul passato e sul futuro, perdendosi in luoghi labirintici e cercando un'armonia per stare nel presente. C'è però il peso dei padri, di tutti quei rapporti stretti, di sangue e di lettura, capaci di condizionare lo sguardo sul mondo che qui vengono affrontati portando oggi il Cile a raccontarci una prospettiva di continuo scontro sotterraneo.

venerdì 6 aprile 2018

Siri Ranva Hjelm Jacobsen: le piccole comunità per sopravvivere devono tacere. #LeInterviste

I Boreali, il festival dedicato alla cultura dal Nord organizzato da Iperborea, ha nuovamente creato uno spazio di confronto stimolante arricchito da numerosi ospiti. Tra questi molto atteso l'incontro con Siri Ranva Hjelm Jacobsen, giovane autrice danese capace di conquistare i lettori italiani con il suo Isola, il romanzo d'esordio con il quale è riuscita a strappare il Premio Bogforum Debutant 2016.

Isola è una storia di radici, uno sguardo inserito in una storia familiare verso le origini rappresentate dalle Isole Faroe. Un viaggio nella memoria e nel mito verso la ricerca del sé.

Ho pensato di restituire un resoconto del nostro breve incontro e della presentazione milanese moderata da Alessandro Zaccuri.




Leggendo Isola ci si immerge in una vicenda estremamente personale ma basteranno poche pagine per aver l’impressione che questa storia così lontana, tra quelle isole sconosciute ai più, stia parlando di qualcosa di più.

Alla base c'è lo spostamento, la voglia e il coraggio di cambiare luogo in cerca della verità.

Credo che questo tema dello spostarsi da un posto all'altro sia un tema che l’umanità ha sempre conosciuto sopratutto ai nostri tempi, come ad esempio il cambiamento generazionale in Europa dove è sempre più difficile da percepire. 
C’è ancora molto silenzio, da un lato le Isole Faroe sono un luogo molto piccolo e le piccole comunità per sopravvivere devono tacere.
L’altro aspetto riguarda la migrazione verso la Danimarca nella quale c’è una sorta di perdita che ricopre il silenzio.