giovedì 29 marzo 2018

Marcos y Marcos: la collezione primavera/estate 2018

Non credo sia facile immaginare una sfilata letteraria, in questo caso una serie di titoli presentati nei loro nuovi vestiti firmati -come vuole la tradizione di questi eventi- da Marcos y Marcos. Anche questa volta ho visto raccontarsi e raccontare le prossime uscite del coloratissimo editore indipendente milanese.

E
cco quindi un riassunto di quanto vedremo in libreria nei prossimi mesi, ecco a voi la collezione fatta dalle storie di questa primavera/estate 2018.



Collezione straniera:

Il grande giorno di Jack Ritchie. Considerato il maestro dell’illusionismo letterario, i suoi brevissimi racconti in prima persona riuscirono a conquistare anche Alfred Hitchcock. Torna l'autore di È ricca, la sposo e l'ammazzo proprio con una raccolta interamente dedicata alla forma breve, anzi brevissima. (già disponibile)

Dopo un lontano successo non indifferente arriva la nuova ripubblicazione per Leon De Winter, lo scrittore olandese di Se dio fosse una donna (SuperTex), un libro che sbuca da una Francoforte di venticinque anni fa. Indirizzato a chi vorrebbe cominciare a fare pace con un'ingombrante eredità per uscire da un periodo di crisi. (già disponibile)

giovedì 22 marzo 2018

Voci Dal SUR. Intervista ad Alan Pauls, Andrés Neuman & Federico Falco. #LeInterviste

Grazie a Voci Dal Sur, la rassegna interamente dedicata alla letteratura argentina al Teatro Franco Parenti di Milano, ho avuto modo di partecipare a due giorni di confronto su questa narrativa dal Sud.

Molti gli ospiti che hanno animato un dibattito appassionato e di sottili sfumature verso il passato e il presente, una specie di tango a due che ha coinvolto l'Italia e l'Argentina rinnovando un legame molto solido tra due culture molto vocine.

Ho avuto l'onore di discutere alcuni aspetti emersi durante i numerosi interventi con un trio d'eccezione: Alan Pauls, Andrés Neuman e Federico Falco. Abbiamo parlato del cuento, il racconto, che tanto ossessiona la tradizione letteraria argentina, per spostare l'attenzione verso alcuni aspetti di questo paese e del suo legame con la nostra contemporaneità.



Non possiamo parlare di narrazione argentina senza pensare al racconto e cercare di definirlo non è per nulla facile, soprattutto guardando alla storia della narrazione breve.

Ho provato a parlarne con Andrés Neuman, lui che fu uno dei “protetti” di Roberto Bolaño, il quale sembra non esitare davanti qualsiasi tentativo di definizione. Così come il giovanissimo Federico Falco, sempre pronto ad approfondire aspetti tecnici e non, legati a questa forma. Molto più difficile è stato penetrare la personalità di Alan Pauls, romanziere per vocazione ma attento critico di questa letteratura.

Cos’è il racconto?

AN: Il racconto è una porta che si apre verso lo sconosciuto, una scala che scende verso l'inferno, un vetro oscuro che può riflettere il proprio lettore ma non l'autore, è un atto di traduzione interna, un mattone infilato nella parete della narrativa, un piede che cammina verso nulla.

giovedì 15 marzo 2018

Davide Morganti: Ritengo la storia una immensa fossa comune. #LeInterviste

Negli ultimi anni il vivaio di Neri Pozza composto da validissimi autori italiani è andato a creare, per quanto mi riguarda, una sorta di sicurezza verso scelte e proposte molto solide. È stato quindi naturale approfondire ulteriormente la tradizione di scrittori campani arrivando -dopo le bellissime sorprese di Paolo Piccirillo e Wanda Marasco- a La Consonante K di Davide Morganti.

Questo romanzo in particolare, mi era stato presentato come un qualcosa di molto sperimentale in cui la Storia e diverse vicende estreme fossero le protagoniste di un'esperimento ambizioso dal respiro internazionale.

Dopo un'esperienza di lettura del genere era d'obbligo coinvolgere Morganti stesso. La scrittura, la teologia, l'amore sono solo alcuni dei temi che abbiamo approfondito con l'intento di svelare qualcosa in più dietro questo libro visionario e mistico sul tempo della fine delle ideologie.

© FanPage







Il lettore si trova immerso in più momenti storici rappresentativi di una deriva epocale, dalla caduta del Muro di Berlino all'attacco delle Torri Gemelle, la tua è una narrazione che spinge verso la contemporaneità. Come credi che il rapporto tra storia e finzione possa ancora influire sul presente?

Non credo che la finzione possa condizionare il presente, al massimo lo invade provando a decifrarne il suo futuro. Forse qualche serie televisiva ci tenta ma ho sempre l’impressione che il presente abbia una velocità superiore, che non siamo in grado di controllare come desidereremmo. Tutto sommato non mi pare un male che sia così. A ogni modo da sempre abbiamo bisogno di finzione, non ne possiamo fare a meno, anzi la costruiamo con grande abilità e con maggiore urgenza rispetto a venti anni fa, basti pensare alla Playstation, per esempio, che prosegue in maniera diversa l’immaginario dell’infanzia.

Potremmo vedere “La consonante K” come un romanzo di collisioni in cui le vicende più disparate mostrano un ventaglio di tematiche ampissimo. Quale è stata la parte più difficile nell'armonizzare una narrazione così frenetica?

martedì 6 marzo 2018

Le Vite Vulnerabili di Pablo Simonetti

Non conoscevo Pablo Simonetti, non avevo mai sentito parlare di questo scrittore cileno classe '61 che con Vite Vulnerabili, la sua raccolta di racconti d'esordio, strappò contro ogni pronostico gli apprezzamenti di Roberto Bolaño. 

Grazie a Lindau ho scoperto questo autore da sempre attivo per l'affermazione dei diritti degli omosessuali nella cultura del post Pinochet, senza indossare le vesti dell'attivista quanto quelle del narratore puro, della persona disposta a raccontare la sua esperienza personale servendosi della letteratura.



Le dodici storie di Vite Vulnerabili appartengono in parte all'auto-fiction -di cui Simonetti diventerà un convinto sostenitore- e risultano essere storie di tutti, di uomini e donne in continuo mutamento, sempre alla ricerca di un qualcosa nascosto nel proprio cuore.

Ho letto di amori segnati da profonde fratture, di rapporti fatti di incomprensioni, di passione, di erotismo, del feroce contrasto tra società e morale. Questo e molto altro tra queste vicende quotidiane, momenti apparentemente banali se spogliati dalla loro componente emotiva, dai sentimenti segreti provati sotto lo sguardo dell'altro.

Così gli attimi di una comune passeggiata tra le strade di Firenze, una festa o una partita a carte si sono trasformati in un susseguirsi di palpitazioni, di rabbia e profonda commozione.