mercoledì 28 febbraio 2018

Alberto Laiseca: il mostro che arriva e ci sconquassa il sogno.

Nell'esperienza di ogni lettore, nella successione numerosa dei libri della nostra vita, sono rarissimi i momenti di frattura. Quell'esperienza di lettura dopo la quale nulla risulta essere come prima, cambia lo sguardo sulle pagine successive, sull'idea di letteratura che possiamo avere fino a quel momento. Nei casi migliori può cambiare addirittura lo sguardo sul mondo.

Crepe così grandi sono difficili da nascondere, diventano ossessioni, buchi neri con i quali convivere, nuovi spazi in cui orientarsi. In questo senso, l'ultima fenditura inaspettata ha per il sottoscritto un nome ben preciso, quello dello scrittore argentino Alberto Laiseca.

Sul finire del 2016, in concomitanza con la sua morte, mi sono avvicinato a questo autore ignaro dello shock che mi avrebbe provocato. Dopo averlo più volte raccontato ho così pensato di ospitare in questo spazio chi sarebbe stato in grado di restituire, con maggior efficacia e competenza, il racconto di una voce ancora troppo sconosciuta e allo stesso tempo unica per il lettore appassionato del Sud America e non.

Il curatore, il traduttore e l'autore: Loris Tassi, Francesco Verde e Luciano Funetta. Tre prospettive diverse attraverso le quali costruire il profilo del monstruo



Chi è Alberto Laiseca?

Loris Tassi: Alberto Laiseca è, assieme a Roberto Arlt, il motivo per cui ho dato vita alla collana Gli eccentrici. Secondo Sergio Pitol, “la lettura è anche una lotteria […]. Si scopre un autore in modo apparentemente casuale e poi non si può più fare a meno di leggerlo”. È quello che mi è capitato con Laiseca. 
Nel 2004 trascorsi alcuni mesi a Buenos Aires ed ebbi la fortuna di incontrare diverse volte Ricardo Piglia. Il principale argomento dei nostri incontri era Roberto Arlt, però ogni tanto c’erano “aperture” sulla letteratura contemporanea. Una volta Piglia mi parlò con entusiasmo di Laiseca e mi invitò a cercare i suoi libri. Lessi il racconto “El checoslovaco” e il romanzo Las aventuras de un novelista atonal e rimasi folgorato. Non avevo mai letto niente di simile. Per tornare alla tua domanda, credo che Laiseca sia uno scrittore unico nel panorama letterario argentino. 

venerdì 9 febbraio 2018

Da lontano sembrano mosche. Il noir argentino di Kike Ferrari.

Prima cameriere, panettiere, poi il viaggio verso gli States in cerca di fortuna come immigrato illegale. Oggi Kike Ferrari lavora in una stazione della metropolitana di Buenos Aires e la sua vita sembra essere fatta anche di letteratura. Un percorso lungo, quello tra i lavori più disparati, questo il caso così particolare di chi ha richiamato con i suoi libri l'attenzione della stampa argentina e non.

Da lontano sembrano mosche è il terzo romanzo di Ferrari (riproposto in una nuova veste da Feltrinelli) grazie al quale mi sono avvicinato a questo scrittore apprezzato, tra i tanti, da un colosso come Paco Ignacio Taibo II.



Sono subito costretto a contestualizzare questo romanzo accennando all'esistenza del profondo rapporto tra la letteratura di genere e il Sud America. Borges stesso era un grandissimo appassionato di gialli e del mistero accumulato tra i classici di queste storie. Non sorprenderà quindi trovarsi tra le mani un noir argentino consapevole di una lunga tradizione.

Da lontano sembrano mosche è però un libro che già dalla trama muove diversi interrogativi, questo ha fatto nei confronti del sottoscritto, il quale si è più volte chiesto come avrebbe fatto a sorprendere la vicenda di un uomo di potere fermo sul ciglio della strada con un cadavere nascosto nel bagagliaio.

lunedì 5 febbraio 2018

Aspettando I Boreali Nordic Festival 2018

Dal 22 al 25 Febbraio tornano I Boreali Nordic Festival 2018, la rassegna dedicata alla Cultura Nordica ospitata -come da tradizione- dal Teatro Franco Parenti di Milano.

Una quattro giorni di musica, cinema e letteratura dal Nord: eventi pensati per i più grandi e per i più piccoli con l'intento di far conoscere il diverso, una cultura così lontana e fredda ma al tempo stesso calorosa e affascinante.

Tanti gli scrittori presenti per parlare dei loro ultimi lavori e costruire un momento di confronto sempre stimolante. Qui una mini-guida agli ospiti da non perdere.



Giovedì 22
18.30 Jón Kalman Stefánsson e Andrea Vitali. Islanda. L'isola grande come l'universo.
L'autore islandese che negli anni ha saputo conquistare così tanti lettori da diventare uno dei must di Iperborea. Un paese di pescatori, il cielo e l'impressione di ritrovarsi tra un qualcosa grande come l'universo.