mercoledì 6 dicembre 2017

A. Igoni Barrett: sono lo scrittore delle classi popolari nigeriane #LeInterviste

In occasione dell'uscita di Culo Nero, il primo romanzo dell'autore nigeriano A. Igoni Barrett, è partito un lungo tour italiano di presentazioni targate 66thand2nd che si chiuderà sabato 9 Dicembre con l'appuntamento romano di Più libri più liberi. Durante la data torinese alla Libreria Trebisonda, accompagnato da Pier Franco Brandimarte, Igoni ha raccontato del suo modo di osservare la realtà, della sua ironia, del suo ritorno alla letteratura europea e di molti altri aspetti che compongono il suo ultimo lavoro.



Lo scrittore può solo guardare. Noi siamo il prodotto della società che ci circonda e di idee passate. Siamo il prodotto di chi ci ha prodotto e io appunto tutto.

Da subito palese una forte consapevolezza della scrittura e delle sue strutture, per un autore in continuo divenire per il quale ogni tipo di cambiamento può essere visto esclusivamente nei momenti di forte dolore. La chiave per portare i suoi lettori verso questi temi così duri diventa l'ironia e lo sguardo alla letteratura del passato, in modo da non rischiare di ripetersi, sopratutto quando il tuo libro è così vicino all'espediente della metamorfosi di Kafka.

Considerato una delle maggiori voci contemporanee della letteratura nigeriana contemporanea, ho avuto modo di chiedere lui, di approfondire e discernere alcuni aspetti e caratteristiche dei grandi nomi a cui viene continuamente associato.
Da Chimamanda Ngozi Adichie a Teju Cole si è andato a creare un quadro abbastanza esaustivo delle maggiori penne nigeriane, arricchito da una forte presa di posizione e da appassionati consigli di lettura.



Quelli che tu hai nominato sono autori molto conosciuti e quando uno entra nel mercato editoriale che non appartiene al suo paese, viene automaticamente associato ad altri autori suoi connazionali. Molto probabilmente questa relazione che viene fatta anche in modo naturale è dovuta prevalentemente a una chimica di mercato rispetto a questioni più narrative e letterarie.

Detto ciò ci sono comunque delle similitudini: tutti è tre siamo infatti nigeriani della stessa generazione, abbiamo pubblicato e pubblichiamo a livello internazionale e ci serviamo della stessa lingua, di un inglese-nigeriano che ci differenzia dagli scrittori della generazione precedente.
Wole Soyinka e Chinua Achebe arrivano da una generazione di scrittori che avevano imparato l'inglese ed erano andati a scuola da insegnanti inglesi, quindi coloniali, mentre la nostra generazione è andata a scuola degli insegnanti nigeriani che quindi utilizzano, conoscono e riescono a giocare con l'inglese-nigeriano che è parlato e scritto in Nigeria oggi.

Ci sono poi anche delle differenze, Teju Cole ad esempio ha uno stile più filosofico che deriva dagli scrittori e dai filosofi tedeschi, mentre Chimamanda Ngozi Adichie viene messa spesso in relazione con Achebe per la sua vicinanza con la sua scuola, fonda infatti la sua narrativa dalle influenze della cultura Igbo, una delle comunità etniche più grandi della Nigeria e quindi sia le storie che racconta che il linguaggio che usa arrivano dalla tradizione nativa della propria comunità e subiscono questa influenza.

Nel mio caso posso definirmi come lo scrittore delle classi più basse della società nigeriana, sono lo scrittore delle classi popolari nigeriane, anche se il protagonista di Culo Nero appartiene alla middle class. Nei miei lavori precedenti  come la raccolta di racconti Love Is Power, or Something Like That in uscita il prossimo anno sempre per il mio editore italiano, ho scritto di questa grande parte demografica della Nigeria di cui gli altri autori difficilmente scrivono. Trovo ci siano uno sguardo e una nuance diversa, così come le storie e le prospettive che prendono direzioni diverse rispetto ad esempio ai personaggi e alle storie di Chimamanda.

Alla fine, volendo banalizzare queste differenze, potremmo dire che le nostre sono le stesse similitudini esistenti tra Fëdor Dostoevskij e e Lev Tolstoj: sono vissuti nello stesso periodo, hanno scritto della Russia ma scrivono in modi totalmente diversi.


Eghosa Imasuen & Adewale Maja-Pearce

Volevo inoltre consigliarvi alcuni autori del mio paese a cui sono molto legato. 

C'è questo giovane scrittore nigeriano che usa un linguaggio diverso che ha più presa e pregnanza con il con pidgin nigeriano, ed è strano che uno scrittore dica questa cosa a un altro scrittore, il suo nome è Eghosa Imasuen.

Questi sono scrittori che non sono pubblicati a livello internazionale, quest'ultimo non ha ancora superato i confini della Nigeria ed è uno scrittore che non ha fatto fiction ma che scrive in modo molto pregnante e attento rispetto alla società attuale nigeriana. Essendo metà inglese e metà nigeriano scrive soprattutto del suo essere nella sua dimensione duale e non essendo uno scrittore di romanzi, ha uno sguardo molto attendo al presente del paese che alle volte può essere troppo localizzato, quindi difficile da comprendere a livello internazionale. Lui è Adewale Maja-Pearce e vi consiglio il suo The house my father built, cercatelo su Amazon, credo sia importante sopratutto per voi italiani per avvicinarvi a dinamiche a voi molto lontane ma fondamentali da conoscere.

Traduzione Erika Grasso

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