domenica 26 novembre 2017

Nelle terre di nessuno. La solitudine di Chris Offutt

Immergersi Nelle terre di nessuno di Chris Offutt non è stato difficile. I nove racconti di questa raccolta d'esordio uscita nel '92 e tradotta per la prima volta in Italia da minimum fax, sono legati a un'America ben scolpita nel nostro immaginario.

Sullo sfondo il Kentucky rurale, una terra ai margini fatta di persone alla continua ricerca di un posto migliore, esteriore o interiore che sia. Storie in cui la vita scorre in posti tanto sconosciuti da essere assenti da qualsiasi cartina.



Offutt sembra legarsi da subito ad autori come D'J Pancake, Percival Everett e a tutta quella ruggine americana ben descritta da Philipp Meyer.
Dominano le storie di comunità, il continuo scontro con l'altro che crea qui, tra la condivisione del quotidiano, il giusto osservatorio dei sentimenti.

Ho visto il vecchio e il giovane condividere la stessa inquietudine, l'uomo e il puma allineati sulla stessa intensità di ferocia, la città e il bosco farsi luoghi di apparente diversità.

Ogni vicenda diventa la finestra su una condizione di vita diversa segnata da un dolore più o meno esplicito. La paura di non farcela prende a questo punto il sopravvento, basti pensare a ogni nostro singolo tentennamento, a tutte quelle volte nelle quali l'antidoto al dolore e al raggiungimento delle nostre intenzioni ci è sembrato così lontano, forzatamente nascosto da un destino già scritto.

lunedì 20 novembre 2017

La storia della balena Goliath || Intervista a Leopoldo Santovincenzo

Per poter spiegare cosa sia La balena di Piazza Savoia di Leopoldo Santovincenzo (Exòrma Edizioni) dovremmo immaginare un trittico: tre anime separate ma profondamente legate da alcuni aspetti più o meno nascosti.

Fu chiamato Goliath l'esemplare catturato in Norvegia nel '54, lo stesso animale visto da Santovincenzo in un piazza di Campobasso, un ragazzino appassionato di cinema e al tempo stesso un adulto fortemente motivato nel ricostruire un ricordo annebbiato.

Un libro personale in grado di abbracciare il cinema, l'infanzia e la storia di una balena imbalsamata che viaggiò tra le piazze europee per quasi tre decadi provocando sorpresa, stupore e animando la cultura del tempo.



La storia di Goliath mi ha fatto capire come la condivisione di un evento non ordinario, possa influenzare l'animo più sensibile al mondo. Ha sottolineato i collegamenti inediti tra cetacei e cinema, tra il tramonto e le mutazioni di questi due protagonisti degli scorsi secoli. È riuscita inoltre a raccontarmi un pezzo di Italia passato in cui una balena sta ancora girando per le piazze del nostro inconscio mantenendo la stessa maestosità, lo stesso mistero, il suo legame con sentimenti atavici. Così come è sempre stata, la storia di una balena e la ricerca di un uomo tormentato da incubi perenni e sogni dall'odore di mare, di infinito completamento.

Questa chiacchierata è così partita dal senso di tale operazione, da una storia lontana e dalle sue ripercussioni presenti. Senza la paura di confrontarsi con la meraviglia dell'animale più grande del mondo.

Dal cinema al viaggio europeo di Golia, sono entrambi descritti come due fenomeni vivi ma investiti da un tramonto più o meno evidente. Il cinema con le sue continue mutazioni, il passaggio a nuovi paradigmi tecnici e non, le balene come senso di meraviglia perduto, un’esperienza isolata ma al tempo stesso incisiva. 
Cosa può essere recuperato in questi tempi così veloci e come possiamo salvare queste emozioni da questi numerosi tramonti inarrestabili?

martedì 14 novembre 2017

Le forze misteriose di Leopoldo Lugones

Le forze misteriose sono entità invisibili ai più, grandezze che la scienza cerca di decodificare nel tempo oltrepassando le barriere della realtà e della ragione.
Le forze misteriose sono le protagoniste dei racconti di Leopoldo Lugones, autore classico della letteratura argentina riproposto nell'elegantissima veste di Edizioni Lindau.




Per fare un quadro completo della figura Lugones ci sarebbe bisogno di un racconto a sé dedicato a uno degli autori più controversi del panorama Sudamericano tra Ottocento e Novecento. Dal socialismo al primo fascismo, passando per la massoneria e il suicidio da cianuro, l'opera di questo autore è stata inserita tra le radici di una tradizione consolidata.

Leggendo questi racconti tra il fantastico e l'assurdo, ho avuto l'impressione di avere tra le mani una simbiosi tra le storie di Edgar Allan Poe e le influenze di H.G. Wells. Lo stesso tipo di narrazione trasporterà il lettore verso una nuova forza in grado di condizionare ogni singola vicenda nelle battute finali, ripercorrendo alcuni stilemi del genere.

domenica 5 novembre 2017

I Tabù allucinati di Giordano Tedoldi

Di Giordano Tedoldi avevo sempre captato l'eco di apprezzamenti sotterranei -ma numerosi- per un autore che negli anni aveva deciso di sparire dopo appena due lavori. Continuavo a percepire questo nome in svariate occasioni, tra i racconti di vari autori nostrani e qualche lettore di vecchia data.

Pochi anni dopo il ritorno, la sua raccolta di racconti Io odio John Updike viene ripubblicata da minimum fax e il sottoscritto ha la fortuna di assistere a più presentazioni pungenti. Così la pubblicazione di Tabù, l'ultimo romanzo arrivato di casa Tunué, è stata la scusa per poter finalmente capire cosa spingesse tutti a sussurrare, quasi come fosse un segreto, delle capacità di questo scrittore. 




L'amore è osservazione, dalla prime pagine non sembra esserci nessun tipo di dubbio. Osserviamo una vicenda apparentemente stereotipata, la definizione di un triangolo amoroso e di un desiderio che sembra uscito dalle pagine di Moravia e influenzato da un estro molto fellianiano.

Un approccio molto letteratura italiana dei '60 in cui il tabù è inizialmente legato al nostro desiderio, a tutti quei momenti d'intensa possessione. 
Più ci avvicineremo all'entità ambita e più vedremo il desiderio affievolirsi e il tabù diventare strumento del desiderio stesso.

Nessuno di noi è armonico ma alcuni riescono a usare il caos.