giovedì 28 settembre 2017

Il medico della nave/8 di Amy Fusselman

Con Il medico della nave/8 di Amy Fusselman, dopo un'alternanza di romanzi e racconti, è arrivato per Edizioni Black Coffee il momento della non-fiction.
Cambia la forma, abbracciando un genere che negli ultimi anni si sta diffondendo con buoni risultati anche in Italia ma non l'identità, il marchio BlackCoffee, sempre legato a libri fuori le righe i quali si dimostrano vere e proprie esperienze di lettura.



Due storie tra il memoir e il diario raccolte in un solo volume, due racconti intimi e dolorosi attraverso i quali la Fusselman analizza il rapporto con un padre scomparso e la sua esperienza con un uomo chiamato -il mio pedofilo-.

Il medico della nave è la prima dimostrazione di come sia difficile scrivere un pezzo di non-fiction, spaziando attraverso brevi suggestioni da un argomento all'altro, calibrando ogni parola in una sinfonia di sentimenti.

Amy ama i genitori a denti stretti, ma non riesce ad accettare la morte del padre, credendo in un suo ritorno.
Affidandomi al passato di quest'ultimo e al rapporto con il presente di una figlia provata, sono entrato in una bolla avvolgente capace di dividere realtà e finzione. Attraverso il teatro della vita, la finzione del quotidiano, ho visto l'invisibile diventare reale e la realtà messa in discussione da un'inaspettata impotenza.

martedì 26 settembre 2017

L'aldilà di Horacio Quiroga

Quando lessi per la prima volta del rapporto tra Horacio Quiroga e la morte, pensai a come quella vicenda così particolare potesse essere di per sé una storia dell'orrore fatta di una successione di tragedie e di solitudine.

Padre e patrigno morirono per incidenti da arma da fuoco, il suo migliore amico morì per un colpo accidentale partito dal fucile dello stesso Quiroga e molte delle sue mogli furono trovate avvelenate nei loro letti. Il successivo suicidio dell'autore rioplatense di certo non dovrebbe sorprendere.

L'Aldilà è una raccolta di racconti pubblicata nel 1935 e riproposta con una nuova traduzione da Gli Eccentrici, la collana di letteratura ispanoamericana di Edizioni Arcoris, che fa di questo autore uno dei nomi di punta di un catalogo ricco di must e recuperi imprescindibili per appassionati e non.




Autore chiave per il mondo letterario ispanoamericano ha rivoluzionato il racconto moderno e toccato diversi scrittori suoi contemporanei: positivamente come nel caso dell'amico Leopoldo Lugones, negativamente come il caso di Borges.
Quiroga è uno dei nomi troppo poco conosciuti tra i lettori italiani, vuoi per la sua produzione fatta esclusivamente di racconti, vuoi per la difficile e discontinua storia editoriale.

Nel mio caso non potevo nascondere l'emozione di fronte a racconti sul tema dell'aldilà, scritti da chi quel terreno lo conosceva così bene. 

domenica 17 settembre 2017

Laia Jufresa: Nella mia casa messicana ho portato la voce delle donne. #LeInterviste

In occasione della quinta edizione de La Grande Invasione, il festival letterario di Ivrea capace di ospitare di anno in anno grandi ospiti internazionali e non, ho avuto l'onore di incontrare Laia Jufresa, autrice messicana di Umami, il suo romanzo d'esordio pubblicato in Italia da SUR.

Umami è una storia di intrecci del dolore, di innocenza, di crescita e sul ritorno a quella normalità della vita strappataci da un lutto. 
In un comprensorio di case un tempo irregolare veicolerà le grandi domande per interrogare il passato e il presente.

In occasione di una colazione, accompagnato da altri blogger, abbiamo avuto modo di parlare di gusti, di violenza, lingua e mura domestiche.
Vi lascio quindi un resoconto delle domande del sottoscritto e di Non Riesco A Saziarmi Di Libri.



Quello dell'umami è un concetto legato al cibo e al suo sapore. Spontaneo chiedersi da dove nasca la voglia di approfondire questo interesse.

Mi è capitato di conoscere la parola umami prima di iniziare a scrivere il libro. Ho scoperto si trattava di quella cosa che trasforma un cibo qualunque, che da solo non avrebbe particolare sapore, in un vero e proprio piatto. 
Volevo capire se questo concetto esisteva anche nell'alimentazione precolombiana, io però scrivo finzione e non antropologia dell'alimentazione e ho quindi trasferito questo interesse a uno dei miei personaggi.  

Mi interessava, però, principalmente scrivere del lutto siccome mi ero appena trasferita dal Messico, un paese ancora pieno di violenza e morte, e nonostante non volessi raccontare direttamente la violenza, volevo parlarne in qualche modo.
Mentre scrivevo ho cominciato ad associare l'umami al tipo di dolore e di lutto che volevo descrivere, mi riferisco al lutto quando sta finendo. Quel momento in cui quella spaccatura si trasforma in qualcosa di diverso e mentre sta terminando si può trasformare in tristezza o allegria, in qualcos'altro, esattamente come l'umami.

giovedì 14 settembre 2017

Le Efemeridi di Cesare Catà

Confrontarsi con i grandi della letteratura e del pensiero moderno è un azzardo per qualsiasi scrittore. I più grandi, seguendo la lezione di Harold Bloom, cercano quasi sempre di occultare quei padri ai quali c'è il rischio di assomigliare.

Diverso il caso di Cesare Catà e delle sue Efemeridi fatte di storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori, pubblicate nella particolarissima veste di Aguaplano rilegata con filo a vista.



Catà decide di dedicarsi a ventisette figure a lui care, prendendo un particolare momento della loro vita e sviscerandolo, cercando di esplorarlo nelle sue molteplici sfumature.
Si parla di una morfologia del destino da definire, un attimo chiave nella vita di un grande narratore che lo segnerà senza nessuna via di scampo.

Non ho letto né la classica riscrittura né l'omaggio pieno di stereotipi e moralismi determinati da parole mai dette, situazioni eccessivamente estremizzate a favore della narrazione.

Da Kafka, alla Woolfe, passando per Rimbaud e Tolkien, leggeremo di storie di amore pregne di desiderio, di delicatezza, ostacolate da un destino spietato.
Questa la prima categoria di vicende descritte da una voce sempre esterna ma carica di passione e sensibilità.

martedì 12 settembre 2017

Lincoln nel Bardo: il limbo dei sentimenti di George Saunders

Quando un romanzo, prima ancora di essere tradotto in italiano, riesce a muovere un'eco di commenti positivi da parte di scrittori e critici del calibro di Thomas Pynchon, Colson Whitehead, Zadie Smith e la spinosa Michiko Kakutani, le aspettative per quel titolo non possono che aumentare.

Questa è la storia di Lincoln nel Bardo di George Saunders (Feltrinelli), affermato scrittore americano di short stories alla prima prova romanzesca, e di una stranissima esperienza di lettura.



Basti leggere qualsiasi racconto di Saunders per farsi un'idea delle ambizioni di questo autore per il quale gli elementi delle sue storie sono, se presi singolarmente, bizzarri e non-ordinari.
Partendo da fatti storici legati alla figura del Presidente Lincoln ci troveremo in una narrazione corale, fatta di una moltitudine di voci, legata alla morte di Willie, figlio undicenne del rappresentante di una nazione in un periodo critico fatto di guerre e instabilità.

Un padre dilaniato dal dolore per un figlio che verrà catapultato nel bardo, un intervallo di tempo, nel nostro caso uno spazio, tra la morte e la rinascita secondo il Libro Tibetano dei morti preso a modello da Saunders.

In questo luogo l'esperienza muterà, tra la desolazione dei morti, di fantasmi disillusi, il piccolo Willie sarà accompagnato da tre figure grottesche, difficilmente collocabili in qualsiasi dimensione reale ma dal cuore umano e pulsante indurito dalla vita.

Ci sono colpi troppo pesanti per coloro che sono troppo fragili.

mercoledì 6 settembre 2017

Tra la vita e la morte. Le notti blu di Chiara Marchelli

Imprigionati da un lutto privato, passiamo in rassegna i resti di una vita svuotata. Una sensazione inimmaginabile, tranne da chi, come i personaggi de Le notti blu di Chiara Marchelli, si sente dilaniato da un equilibrio dei sentimenti rotto da una scomparsa inaspettata.

Scoperto grazie allo Stregathon, la maratona di lettura a tema Premio Strega, ho letto il candidato di Giulio Perrone Editore alla manifestazione più chiacchierata del panorama letterario italiano.




Chiara Marchelli è una scrittrice divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti, i suoi luoghi di appartenenza, punti lontani da unire attraverso la scrittura.

Anche ne Le notti blu tutto potrebbe essere trasformato in figure geometriche attraverso linee immaginarie, seguendo proprio le distanze, linee geografiche o dei sentimenti totalmente invisibili.
È la figura del triangolo a racchiudere tutte le dinamiche di questo romanzo.
Il primo formato da madre, padre e figlio.
Il secondo dai genitori e una donna.
Tra il primo e il secondo manca un vertine, Mirko, quel figlio (e allo stesso tempo compagno) scomparso improvvisamente.

La morte di chi sta male può servire a lasciare spazio alla vita.