domenica 27 agosto 2017

La cosa marrone chiaro e altri racconti di Fritz Leiber

Quando la letteratura fantastica dello scorso secolo incontrò Fritz Leiber, più paradigmi tramontarono sotto l'influenza di questo scrittore americano. Uno dei pochi autori che ha esplorato e rivoluzionato qualsiasi sottogenere del fantastico: dalla fantascienza, passando per il fantasy nelle sue prime varianti sword and sorcery, senza trascurare le numerose storie dell'orrore. 

Nonostante la travagliata storia editoriale, i numerosi alti e bassi dovuti a pubblicazioni indirizzate esclusivamente a un -pubblico di genere-, Leiber è finalmente tornato nell'elegantissima veste di Cliquot, seguendo il piano di recupero dell'editore romano dedicato a grandi scrittori dimenticati.



La cosa marrone chiaro e altri racconti raccoglie una piccola parte della sua vasta produzione horror inedita in Italia, tradotta e curata dall'ottimo lavoro di Federico Cenci, ferratissimo studioso e appassionato leiberiano in grado di spostare l'attenzione e valorizzare l'importanza di Leiber all'interno di questo genere.

Storie inedite scritte tra gli anni '40 e i '70 (non per questo di serie B), grazie alle quali ho potuto colmare una lacuna non indifferente, aiutato anche da un'introduzione fondamentale per contestualizzare alcuni aspetti più obsoleti di queste vicende visionarie.

Leiber gioca da subito con il genere, scimmiottando con intelligenza qualsiasi tipo di stereotipo per incontrare il favore delle riviste del tempo tra ragni giganti, demoni e streghe, creando storie oggi sicuramente non sorprendenti, in qualche modo superate, ma comunque capaci di catturare il lettore con atmosfere riuscite e una scrittura sempre mutevole.