domenica 30 luglio 2017

Mi chiamo Sara, vuol dire principessa di Violetta Bellocchio

Sono arrivato alla scrittura di Violetta Bellocchio diversi anni fa quando minimum fax decise con L'età della febbre di selezionare, in un libro molto sperimentale, le voci italiane che meglio sapevano raccontare il nostro tempo.
La Bellocchio era tra queste e, seguendo la mia indole di lettore curioso, ho voluto leggerla in una forma più distesa approfittando dell'uscita di Mi chiamo Sara, vuol dire principessa, il suo ultimo romanzo edito Marsilio.




Sara è una ragazzina apparentemente come tante, desiderosa di scavalcare i confini del suo paesino verso la grande città e le grandi aspettative del suo futuro.

Poco più di una bambina, da sola, tra le strade degli anni Ottanta in fuga dalla sua famiglia, fino all'incontro con un discografico e la televisione, con il successo degli anni in cui tutto è possibile.

Ho visto Sara crescere, confrontandosi con una bestia interiore, cercando di definire la propria identità con non poche difficoltà. Ho visto una bambina sfiorare una ragazza per poi lasciarla andare e diventare una cosa con indifferenza, guardando alla maturità come a un miraggio.

Il dolore non era niente, pensavo, il dolore non lasciava tracce.

domenica 23 luglio 2017

Corruzione: la giustizia di Don Winslow

New York è un cuore pulsante formato da frenetiche entità. Ogni suo distretto è un microcosmo autonomo in cui bene e male lottano ogni giorno per la conquista del domani. A regolare questo atavico scontro la Da Force, una sezione di agenti speciali. Quelli che si muoveranno tra le pagine di Corruzionel'ultimo lavoro di Don Winslow edito Einaudisono infatti uomini duri, temprati dalla strada, senza nessuna paura.

Dopo il successo mondiale di libri come Il potere del cane e Il cartello, Winslow torna tra le sue strade, abbandonando la narrazione corale per seguire l'inaspettata vicenda di Denny Malone, poliziotto chiave per l'equilibrio di questa immensa città.








Corruzione ha avuto sul sottoscritto lo stesso effetto di una dipendenza, una cosa molto comune tra le strade della Grande Mela. Impossibile staccarsi da una storia costruita su un plot per certi versi visto e rivisto, ma narrata con l'abilità dei grandi narratori. Ritmo serrato, personaggi caratterizzati magistralmente e un'alternanza di momenti ironici e di inaspettata decadenza. Ecco la formula per poter spingere ogni lettore a concludere le 542 pagine del romanzo in poco meno di tre giorni.

Malone tiene a freno il suo distretto con le buone e le cattive, il male in alcuni casi sembra possa essere combattuto solo ad armi pari e sfociare nell'illegalità sarà cosa naturale. Così Winslow per combattere i mostri della malavita ne crea altrettanti e li mette da subito nella posizione di chi ha sbagliato tutto dalla sua vita.

Malone è stato fottuto e dietro le sbarre di una cella andrà in scena un percorso di flashback e flashforward verso la distruzione di un uomo e delle dinamiche di potere esercitate da questo. Un Dio della strada, apparentemente intoccabile pronto però a crollare una volta ostacolato da un sistema più forte del singolo. È Davide contro Golia con gli omicidi, lo spaccio e la mafia.

domenica 9 luglio 2017

Guillem López: Challenger e il senso della meraviglia. #LeInterviste

Florida, 28 gennaio 1986. Lo space shuttle Challenger, dopo più di un minuto dal suo decollo, esplode in diretta televisiva. Un evento del quale ignoravo ogni tipo dettaglio, un pezzo di storia americana preso in prestito da Guillem López, un giovane scrittore spagnolo di successo mondiale, pubblicato per la prima volta in Italia da Eris Edizioni.

In occasione della 30ª edizione del Salone del Libro, durante una colazione, ho avuto l'onore di parlare con l'autore del suo Challenger.




Un romanzo per racconti, così potremmo definire questa narrazione fatta di 73 frammenti, una moltitudine di storie diverse che coinvolgeranno altrettanti protagonisti nel momento di questa tragedia a stelle e strisce. Menzione speciale per la curatissima edizione italiana tradotta da Francesca Bianchi e arricchita dalle illustrazioni di Sonny Partipilo.

Ogni singola scena viene condizionata ed è legata a questo evento, vero e proprio perno di tutti i racconti. Uno spartiacque dal quale López ha deciso di partire per intersecare le sue storie.

Ho scelto di raccontare partendo da questa tragedia perché sono uno scrittore di genere fantastico, in questo caso di fantascienza e avevo bisogno di unire un evento che fosse parte dell'immaginario collettivo e di accostarlo a una realtà incontestabile, inconfutabile come quella dell'incidente al Challenger. 
Questo è esistito, la tragedia è accaduta realmente e questa era la maniera perfetta per unire reale e fantastico e accordarli insieme. Questa relazione sono convinto riesca a creare una catarsi nel lettore: mettere appunto nella realtà, in quello che abbiamo tutti i giorni, l'elemento fantastico, l'inaspettato, il senso di meraviglia.

martedì 4 luglio 2017

Sull'essere BookTuber e nuovi inizi.

Da un paio di mesi a questa parte non mi sono più seduto di fronte alla videocamera per parlare dei libri che mi stanno accompagnando, delle grandi piratate dell'ultimo periodo e di qualsiasi argomento inerente a questa mia grande passione.

Non posso però nascondere quanto mi manchi creare un video e, nonostante il poco tempo, rimane forte il desiderio di alimentare quel dialogo su YouTube capace di formare il mio essere lettore al quale sarò e sono sempre riconoscente. 



Tra me e questa intenzione due computer ormai obsoleti e incapaci di assistermi in qualsiasi operazione di editing.

Ancora di salvezza questo spazio, una forma totalmente di diversa, non equiparabile al bacino di utenza di YouTube ma che comunque negli anni sta continuando a crescere. Gli articoli vengono letti, condivisi, lo dimostrano i numeri e un dialogo ininterrotto tra i lettori e le lettrici con i quali discutevo -e discuto- nel box commenti dei miei video che ora continua attraverso qualsiasi social.

Un articolo e un video non sono la stessa cosa, mi permettono di parlare di libri in maniera del tutto diversa. Più pensato e sofferto il primo, più di pancia il secondo (al quale segue un grande lavoro di editing per eliminare tutte le cavolate dette e dare una struttura al discorso). Alcuni libri chiamano addirittura in maniera naturale la forma più efficace per intavolare una discussione, come ad esempio la letteratura di genere che ha trovato nei video del mio canale un'oasi, a differenza del blog, luogo nel quale è quasi del tutto assente. Potrei fare altri esempi ma veniamo a noi.


Qualcuno mi ha scritto sul perché dell'assenza, qualcuno aspetta il prossimo BookHaul, qualcuno il prossimo video singolo. Tutti potrebbero essere accontentati siccome nelle prossime settimane potrei appoggiarmi temporaneamente ai potenti mezzi di Non Riesco A Saziarmi di Libri.

Nel mentre l'estate avanza e il lavoro si fa sempre più intenso, quel lavoro che oltre a permettermi di racimolare soldi per quella cosa chiamata vita, mi dovrebbe permettere di risolvere questo problema verso settembre, momento nel quale potrò permettermi un Pc nuovo.

Ci sono le scorciatoie è vero. 

domenica 2 luglio 2017

Una coltre di verde: la commedia umana di Eudora Welty

Da un anno e mezzo l'ormai consolidato scarafaggio di Racconti Edizioni sta continuando a portare nel panorama italiano nomi e raccolte di tutto rispetto. Autori contemporanei da dover necessariamente valorizzare e grandi recuperi, grandi autori del passato tra i quali figura anche Eudora Welty.

Autrice americana che nonostante avesse vinto un Pulitzer veniva ignorata dal sottoscritto. Solo dopo aver letto Una coltre di verde, la sua raccolta di racconti d'esordio, mi sono accorto di quanto grave fosse questa lacuna.



Tutte le storie della Welty si muovono in uno spazio privato ma allo stesso tempo collettivo. L'America del Sud, quella in cui questa autrice ha vissuto per tutta la vita, cercando nel suo quotidiano, nel suo mondo privato, di decodificare tutto ciò che la circondasse. La stessa terra raccontata da autori del calibro di Flannery O'Connor o Faulkner (con il quale la Welty si incrociò più volte in qualche salotto).

Mi sono trovato di fronte un occhio indagatore, voglioso di analizzare tutte le emozioni degli uomini e delle donne di un territorio arido e soffocante, ma in parte, per tutti i sentimenti universali dispersi nella sua vastità, anche nostro.

I diciassette racconti di Una coltre di verde, se accomunati per struttura e per le loro caratteristiche ricorrenti formano due grandi gruppi distinti, due diverse tipologie di racconto dentro le quali ho scorto l'essenza di questa autrice al suo esordio.