lunedì 29 maggio 2017

Krys Lee: vivere sotto chiave è una forma di morte quotidiana #LeInterviste

Quello della Corea del Nord è un regime duro in cui le identità personali faticano ad emergere, sembrano non esistere. Un territorio storicamente difficile, protagonista continuo del nostro tempo.

In occasione della trentesima edizione del Salone del Libro di Torino ho avuto modo di incontrare chi questo paese ha provato a raccontarlo. Ho chiacchierato con Krys Lee, del suo ultimo romanzo Come siamo diventati nordcoreani (edito Codice), della sua narrazione in prima persona attraverso tre punti di vista differenti e della sua intenzione di ridare la vita a coloro che sono stati annullati.



Questo libro proviene ovviamente dal mio lavoro come attivista grazie al quale ho avuto modo di ascoltare negli anni moltissime storie. Ho anche moltissimi amici nordcoreani ma questo per uno scrittore può rappresentare solo uno svantaggio perché devo scrivere partendo dalla mia esperienza personale e allo stesso tempo rispettare tutte le storie che ho conservato nella mia memoria. Questo è un vero e proprio fardello che mi porto addosso proprio perché si tratta di creare da qualcosa che ho sentito e ho dovuto trasformare.

Tante sono le storie abbracciate dall'autrice, le vite capaci di attraversare un confine o fare ritorno nel proprio paese di origine per un futuro o per ritrovare se stessi.
Danny, Yongju e la giovane Jangmi rappresentano tre condizioni, tre stati sociali differenti, messi a contatto con il regime, la religione e le tragedie di ogni esperienza individuale.

Nelle mie storie ci sono molti momenti autobiografici quindi si parla moltissimo di me e tutto proviene da una conoscenza generale, da quello che sapevo della situazione in Nord Corea ma, come in ogni mio libro, c'è sempre la mia immaginazione, i miei sentimenti, il mio bisogno di esprimere le mie idee. Si tratta di potere, di ingiustizia, si tratta di amore e di tutto quello che voglio comunicare di volta in volta.

venerdì 26 maggio 2017

La lettura come benessere: viaggio nell’opera di David Foster Wallace. #MaggioDeiLibri

In occasione della settima edizione del Maggio dei Libri, la campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura per promuovere il valore sociale della lettura, sono stato chiamato per seguire -nel mio piccolo- questo nobile intento. 

Tante le ricorrenze e le tematiche da poter sposare per costruire un evento appassionato fatto di letture, racconti personali e aneddoti. Dal connubio tra libri e legalità, al focus sui paesaggi letterari (che sento di aver già approfondito nell'ultimo anno con le varie serate a tema America rurale), passando per gli anniversari di scrittori illustri come Tolkien, Pirandello, Austen, ecc.




Un tema in particolare ha però attratto la mia attenzione, vuoi per la mia sensibilità nei confronti di questo, vuoi per il nome di questo blog nel quale parlo dei miei libri, ma l'importanza della lettura come benessere trovo sia uno degli aspetti imprescindibili per qualsiasi esperienza di lettura.

Grazie a un prezioso suggerimento ho poi scoperto di un anniversario a me molto caro: trent'anni precisi dalla pubblicazione della Scopa del sistema, il primo romanzo di un certo David Foster Wallace.

Foster Wallace e il benessere. Il benessere e Foster Wallace. Molto mi sono interrogato sull'argomento, arrivando a diverse conclusioni per le quali potrei sostenere quando la letteratura di questo scrittore americano scomparso tragicamente possa essere discussa partendo dall'esordio per finire con gli ultimi libri incompiuti.

Il 5 giugno alle ore 18.00 mi farebbe piacere vedervi alla Biblioteca Civica Centrale di Torino per una chiacchierata informale, per un piccolo viaggio attraverso la produzione di uno dei miei amori letterari, per creare il nostro personale antidoto contro la solitudine.

lunedì 15 maggio 2017

Sui Confini dell'Europa: un viaggio sulle frontiere di Marco Truzzi

Nel nostro presente, in questo tempo così veloce e burrascoso, capire la contemporaneità non è per nulla facile. Troppe volte ci affidiamo a valutazioni superficiali o imbastite di ideologie sicuramente inadatte ad aiutarci nella comprensione di un'immagine fatta oggi di tensioni e sempre più muri a oscurare la vista.



Sui confini di Marco Truzzi, il nuovo titolo della collana Traversi di Exòrma, parte dai nostri confini europei per provare a osservare e definire questa necessità, partendo dalla visita alle frontiere, alle divisioni del nostro continente.

Un viaggio 
in un'Europa fragile intrapreso insieme al fotografo Ivano Di Maria, per poter sottolineare quanto stia succedendo su quei confini tanto diversi tra loro che stanno segnando un'epoca. In un'Europa sotto pressione l'identità potrà essere riscoperta addirittura in queste intersezioni.

Qui s'incontrano, dunque, la frontiera e la sua cancellazione, l'Europa e la sua negazione.

giovedì 11 maggio 2017

Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki

Nel parlare dei Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Sōseki, occorrerebbe fare alcune precisazioni apparentemente banali ma non scontate in un momento in cui la letteratura giapponese si è ritagliata uno spazio così grande tra appassionati e non.

In questo caso mi sono quindi approcciato alla lettura contestualizzando cosa avevo di fronte, tenendo ben presente di dover nuovamente affrontare una cultura lontana e che questa, l'avrei filtrata e assorbita attraverso i racconti di un classico, di una delle voci nipponiche più riconosciute ma non ancora affrontata dal sottoscritto. 



Ho trovato venticinque episodi di vita privata trasformati in questi brevi racconti risalenti al 1910 e pubblicati per la prima volta in Italia da Lindau, grazie a un non facile e riuscito lavoro filologico. 

Su Natsume Sōseki tanto potremmo dire, in luce anche della sua consolidata diffusione italiana, volendo però non essere pedanti basterà accennare a un'infanzia estremamente difficile fatta di affetti mancati e di svariate esperienze legate alla lingua inglese di cui era studioso e ricercatore.

Da qui si dipanano i ricordi, le suggestioni riprese in questi frammenti capaci di restituirci il Giappone di inizio secolo, i suoi colori, i suoi odori e le sue tradizioni riuscendo ad essere sorprendentemente moderni. Da non tralasciare la parentesi londinese, descritta con un misto di perplessità e nostalgia verso la tradizione.

lunedì 8 maggio 2017

Tutto in ordine e al suo posto: i racconti di Brian Friel

Sono un lettore molto attento al racconto, a quella forma così breve e non sempre immediata che tanto ha saputo affascinarmi negli ultimi anni. Da appassionato sono alla continua ricerca di nuove voci meritevoli, di piccoli istanti capaci di emozionarmi, scovati questa volta tra le ultime uscite di marcos y marcos.

Tutto in ordine e al suo posto è una selezione accurata dei migliori racconti di Brian Friel, una raccolta calibrata da Daniele Benati con l'intento di dar il massimo risalto a uno dei maggiori esponenti del teatro irlandese e non, in Italia ancora troppo poco conosciuto.


I dieci racconti ad ambientazione irlandese sono dieci finestre che affacciano sui piccoli momenti della vita e nel farlo coinvolgono con naturalezza il lettore nel loro panorama. 

Solo i grandi scrittori di short stories riescono in una singola pagina a trascinare il lettore nella vicenda, fornendo moltissimi dettagli e una molteplicità di suggestioni. Con Friel non solo questa grande capacità viene confermata, ma si impone un senso di immediatezza, quello per il quale dopo tre righe tutto sarà definito e -nostro-.

Le sue sono immagini nitide legate a un paese apparentemente facile in cui i rapporti tra gli uomini si fanno protagonisti del quotidiano. Uomini, donne e bambini saranno messi di fronte alle illusioni più dolorose ma al tempo stesso necessarie per poter pensare di vivere con serenità e superare i momenti più bui.

giovedì 4 maggio 2017

Il Mapocho di Nona Fernández

Parlare di Nona Fernández è un'operazione estremamente complessa. Voce consolidata della letteratura cilena contemporanea torna tra le mie mani con Mapocho, il suo romanzo d'esordio, pubblicato questa volta da gran vía.

Dopo averla scoperta con il sorprendente Space Invaders (Edicola Ediciones) mi ero fatto una vaga idea sul come sarebbe stata questa esperienza di lettura, sperando di potermi sbagliare e di evitare l'ennesimo massacro emozionale. Così non è stato.

Ci troviamo di fronte un'autrice violenta e raffinata. Una letteratura che attraverso il ricordo si fa antidoto al dolore, indagatrice della realtà e del paese a cui è legata. La difficoltà è quella di rimanere indifferenti.


Mapocho è quell'esordio dalla maturità inaspettata per struttura, tematiche e scrittura. Alla Fernández sembra non mancare niente, nemmeno il coraggio. Così ci si ritrova subito tra i morti, davanti un fiume, stringendo tra le mani un'urna funeraria con la consapevolezza di essere maledetti perché a Santiago tutti lo sono, ogni nascita diventa una sorta di maledizione.

mercoledì 3 maggio 2017

Aspettando il Salone del Libro 2017 #SalTo30

Ho da sempre vissuto il Salone Internazionale del Libro di Torino come un evento familiare pieno di momenti felici e di rapporti pronti a incrinarsi. Tra alti e bassi questa manifestazione è da sempre un punto di riferimento per chi cerca proposte diversificate e i libri, per pochi giorni l'anno, li vuole vivere fuori dalle pagine.

Trent'anni di storia per muoversi oltre i confini, in una trentesima edizione che risorge dalle ceneri per proporre ai suoi visitatori una cinque giorni come non lo è mai stata. Il programma più ricco che abbia mai visto dal quale ho estrapolato alcuni degli eventi a mio avviso più interessanti.

Maggior spazio agli ospiti internazionali, qualche eccellenza tutta italiana e l'emozioni di incontrare tanti grandi del panorama letterario contemporaneo.



Giovedì 18
11.30 Claudia Rankine (66thand2nd)
16.30 Hwang Sok-yong (Einaudi)
17.30 Camilo Sánchez (marcos y marcos)
17.30 Claudia Rankine (66thand2nd)

SaloneOff
18.30 Orazio Labbate @Libreria Trebisonda (LiberAria)
21.00 Mario Pistacchio & Laura Toffanello @Libreria Trebisonda (66thand2nd)


#GliImperdibili: Claudia Rankine & Hwang Sok-yong

Venerdì 19

12.00 Daniel Pennac incontra Yasmina Melaouah (Feltrinelli)
12.30 Brian Turner (NN Editore)
13.00 María Teresa Andruetto (Bompiani)
14.30 Daniel Pennac (Feltrinelli)
15.00 Kim Thúy (nottetempo)
15.30 Igort (Oblomov Edizioni)
15.30 Yasmina Reza (Adelphi)
16.00 Daniel Pennac (Feltrinelli)
17.00 Amitav Ghosh (Neri Pozza)
17.30 Jan Brokken dialoga con Alessandro Baricco (Iperborea)
18.30 John Niven (Einaudi)
18.30 Elsa Osorio dialoga con Luis Sepulveda (Guanda)

SaloneOff
18.30 Nona Fernandez: Illuminare con la scrittura la temibile oscurità @I Sette Pazzi (Edicola/gran vìa)


#GliImperdibili: Daniel Pennac, Yasmina Reza, Jan Brokken & Amitav Ghosh