giovedì 2 marzo 2017

La cosa giusta di Michele Cocchi

Quando la nostra vita si complica, quando ogni singola azione porta a conseguenze irreparabili, prendere la decisione giusta non è mai semplice. La cosa giusta di Michele Cocchi (Edizioni Effigisi interroga proprio su questo, su quel senso di smarrimento che condiziona il quotidiano e ci spinge verso un punto di non ritorno.


Diversi sono anche i punti vista attraverso cui il lettore verrà immerso in un bosco di indecisione, nella montagna della riscoperta che sembra essere negli ultimi anni, all'interno della letteratura italiana contemporanea, l'alternativa più immediata, la via di fuga verso un futuro migliore.
La voce di un padre e quella di Gabriele, un figlio smarrito, si incontrano in una tragedia sanguinosa per poi separarsi, ognuno per la sua strada in cerca di risposte.

Gabriele è un ragazzo solo di fronte ai suoi dolori, così come ogni singolo personaggio di questo romanzo, come se si volesse sottolineare l'esistenza di una solitudine primordiale assegnata a ogni singola persona con la quale confrontarsi. Di fronte questa solitudine privata emergono solo due dati oggettivi: l'immobilità e l'illusione di potercela fare da soli.

-Se mi raccontassi come stanno le cose io potrei aiutarti.
-Lo so,- disse.
-Allora perché non lo fai?
Gabriele sollevò le spalle. -Non credo sia la cosa giusta.
-Forse dovresti far decidere agli altri cosa è giusto e cosa non lo è.

Cocchi si confronta con il romanzo di formazione non aggiungendo nulla a quanto sia stato già scritto da una lunga tradizione legata a questo tema. Non è l'originalità a rendere la lettura interessante a differenza dell'autenticità, della voce dell'infanzia che ci viene restituita con onestà e che fa risultare più sfocati i punti di vista dedicati agli adulti.

Il padre ha fallito nel suo ruolo e sta cercando di rincorrere il suo errore.
Il figlio ha trovato una nuova dimensione in una comunità affiatata ma dai sentimenti sotterranei.
La vita viene descritta con minuzia di particolari, senza però far pesare al lettore un singolo momento.

La cosa giusta è romanzo estremamente piacevole, coinvolgente e non scontato pronto a sottolineare il riscatto, una seconda possibilità. Rimane però un senso strano di ordinario, confortante per molti, meno per un lettore più esigente.

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