domenica 12 febbraio 2017

Le nostre anime di notte: l'ultimo regalo di Kent Haruf

Il tempo corre, lascia nel baratro del passato ogni esperienza, ogni frammento di vita felice o doloroso che sia. E così, quando cala la notte, rimaniamo soli nel buio con l'intento di fare valutazioni. Isolati di fronte a un tempo che Kent Haruf deve aver conosciuto bene, quando la sua malattia fece in modo di accelerarlo ancora di più, quando nonostante la sofferenza riuscì ad ultimare Le nostre anime di notte (NNE), l'ultimo romanzo consegnato al suo editore prima di essere avvolto dalla memoria dei suoi lettori.



Dopo la Trilogia della Pianura ecco aggiungersi l'ennesima vicenda ambientata a Holt, cittadina immaginaria del Colorado nella quale abitano anche Addie e Louis, i due vedovi protagonisti di questa storia, pronti a condividere in un letto le rispettive solitudini.

Non parlo di sesso.

Me lo stavo chiedendo.
No, non intendo quello. (...) Sto parlando di attraversare la notte insieme.

Nulla di più semplice di due mani strette sotto una coperta per proteggersi dai dolori passati.

Haruf, ancora una volta, ci si presenta con la limpidezza del suo stile, un minimalismo emozionale ancora più estremo che fa di questo libro il parente più stretto di Benedizione, il romanzo che più è riuscito a trasmettere emozioni forti con la semplicità di poche parole.

Proprio le parole sembrano essere le uniche a non curarsi del tempo, il loro compito tra queste pagine è quello di interrogarsi sui più svariati temi attraverso l'intensità dei numerosi dialoghi. Ad esempio la morte, il riscatto, la felicità, visti dal punto di vista di chi ha, forse a causa dell'età, molti rimpianti e la voglia di rimettersi in gioco senza però fare del male a chi li circonda.

Come se Haruf volesse ricordarci di quando arriva quel momento nel quale ci sentiamo aridi nel corpo e nello spirito, con la consapevolezza di dover cambiare le cose e per la prima volta, onesti con noi stessi, ci rendiamo conto che da soli rischieremo di non farcela. Cerchiamo quindi quella mano, difficile da trovare senza nessun tipo di tenacia, pronta a consolarci e sostenerci.

Tu non credi ai peccati.
Credo che a volte si sia caratterialmente inadeguati, come dicevo prima. Questo è un peccato.

Pagina dopo pagina anche questa volta il lettore non potrà non rimanere indifferente tra la misericordia di questi personaggi pronti ad abbracciare il mondo nonostante la sua finitezza, la sua fragilità.

Un romanzo forse troppo breve, come una notte conciliatrice, ma capace lo stesso di farmi infiammare nel suo epilogo. Una rabbia da poter paragonare a un forte dolore, sorprendentemente troppo vicino, occultatore di ogni speranza.

Le nostre anime di notte è il regalo più privato lasciato da Kent Haruf ai suoi lettori, un romanzo grazie al quale potremo avere una maggiore consapevolezza di tutte le notti del nostro meraviglioso avvenire.

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5 commenti:

  1. Non ho ancora letto Haruf (mea culpa!), ma come ho già detto su instagram, trovo che questa frase, "Sto parlando di attraversare la notte insieme.", sia di una semplicità e di un bagliore unici. Quindi lo leggerò. Non so se è la scelta giusta partire da qui, ma sento che questo libro potrebbe piacermi molto.
    Grazie per aver condiviso la tua lettura.

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    1. Ciao Andrea!
      Le nostre anime di notte potrebbe tranquillamente essere letto indipendentemente dalla Trilogia della Pianura se non fosse per un capitolo nel quale si fanno riferimenti alle vicende precedenti. Io al tuo posto darei un occhio prima alla trilogia, tanto bastano poche righe per innamorarsi :)

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    2. E da quale mi consigli di partire? Cronologico o stampa italiana? Se non sbaglio differiscono, giusto?

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    3. Avendoli tutti a disposizione non vedo perché non seguire l'ordine cronologico 😊 Almeno avrai la continuità dei dettagli tra una storia e l'altra

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    4. Grazie mille Andrea. Provvederò :)

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