venerdì 30 dicembre 2016

Salam è tornata: l'urlo ecologista di Gianluca Serra

Dieci anni di vita passati in Siria sulle orme di un uccello creduto estinto. 
Salam è tornata (Exorma) di Gianluca Serra è il racconto di un biologo, di un'esperienza travagliata e di un territorio difficile nel quale l'ibis eremita sembra aver fatto ritorno dopo gli ultimi avvistamenti datati a una settantina di anni prima.


© Mahmoud S. Abdallah

Dopo poche pagine mi sono chiesto cosa potesse restituirmi questo tipo di storia così lontana dalla mia esperienza, dal mio rapporto con la natura e dalle mie letture. Come avrebbe potuto coinvolgermi il ritrovamento di uccello e l'affannarsi intorno ad esso era inizialmente un mistero.


Serra invece, contro ogni pronostico, è riuscito attraverso la sua forma ibrida a mettermi di fronte un libro sincero e appassionato, una vicenda dai mille volti. Dietro un animale ho scoperto un mondo con la sua bellezza e le sue contraddizioni create dall'uomo.

La Siria di Palmira ci viene restituita attraverso le sue bellezze, i suoi luoghi dall'aria decadente, quella cortesia del popolo siriano, dei suoi beduini, che sa di antico. Tutto sotto una luce pronta a rimandare ad altre profondità in cui ogni animale deve essere conquistato con pazienza e dedizione. Ecco alcuni degli aspetti inediti pronti a mostrarmi un paese del pre-conflitto attraverso pregi e difetti.

© Gianluca Serra 
                                                                                                                                                                                                              
La Siria è stata governata per quarant'anni da un regime dittatoriale (...). 
Un regime dagli ingredienti semplici ma genuini: il terrore e la delazione

Non è però il tempo a fermare l'ibis eremita, animale così strano da entrare nella cultura di un popolo e nella storia di più paesi. La sua salvaguardia è la metafora di uno sguardo più grande, di un messaggio di sensibilizzazione profondo nei confronti dell'uomo cieco.

Senza nessun tipo di morale o paternalismo di chi l'argomento lo conosce e lo ha esplorato per una vita intera, si viene colpiti dal dato oggettivo, dalla necessità di salvaguardare, mentre tutto scompare, ciò che ci circonda per il nostro bene.

Caselle vuote di uccelli e caselle troppo piene di umani


© Gianluca Serra 

Dolore e consapevolezza. Quello del lettore come degli uomini pronti a sacrificare anche la loro vita per il loro amore. Tutto racchiuso in una terra oggi devastata dall'Isis e nell'immagine di un uccello in volo da incoraggiare, assistere e monitorare, come il nostro futuro.

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