mercoledì 21 dicembre 2016

Fato e Furia: le maschere dei sentimenti di Lauren Groff

Il più delle volte basta uno sguardo, due occhi pronti a riconoscere chi da tempo stavamo cercando, quella persona pronta a completare il nostro io. Molti lo chiamano destino, Lauren Groff invece, in quell'attimo di convinzione predestinata, tesse con grande naturalezza il suo scontro tra Fato e Furia.



Il matrimonio è alla base dell'ultimo romanzo, edito in Italia da Bompiani, di questa scrittrice americana tanto apprezzata da Barack Obama. Il racconto del più puro dei rapporti di coppia pronto a non passare, come ci si aspetterebbe, per il canonico adulterio, in favore di un percorso fatto di rivelazioni spiazzanti.

Lotto e Mathilde possono sembrare i classici personaggi stereotipati: lui imperfetto ma irresistibile, lei rasente alla perfezione, entrambi pronti ad unirsi con passione e spensieratezza. Un amore pieno ma consumato indossando una maschera pronta a nascondere i dolori, come se di fronte al nostro amato non ci sia spazio per nessuna crepa dell'anima. L'amore così bello e consolatorio da non sporcare con nessuna ombra del passato. Baci tra maschere ma non per questo recitati.


Un animo nobile prova gli stessi sentimenti forti di noialtri; la differenza consiste nel modo in cui si manifestano.

Fato e Furia è un romanzo schiacciato dalla bellezza dei suoi personaggi e da una scrittura intensa e disarmante. In questa lettura la trama risulta la cosa meno importante, quell'elemento ordinario come ogni vita, arricchito in questo caso dall'arte. Uno spettacolo talmente intenso da estraniarci da tutto ciò che ci circonda, lo sguardo sempre rivolto all'inquietudine delle maschere.

Durante la lettura ci si trova con la sensazione di stare in un classico, come classico è il rapporto tra Moire e Erinni pronte a tessere e disfare il destino di ogni figurante.



Tessere e disfare sul palco della vita attraverso grandi domande universali. 
Quanti sentimenti siamo capaci di tenerci dentro? Cosa siamo disposti a rinunciare per chi amiamo? Cosa nascondiamo dietro la maschera che indossiamo tutti i giorni? Cosa mostriamo al mondo?

La risposta in una lode all'arte, unico antidoto alla sopravvivenza. La Groff non ha paura di sottolinearlo: più la vita si fa vivida e più ogni uomo scivola nel teatro. 

Abbandonare quel volto che non ci appartiene, seguendo il fato per presentandoci al mondo, per una volta, come noi stessi. La furia delle conseguenze l'ostacolo artistico con il quale confrontarsi.

Il sipario si apre e comincia lo spettacolo della vita.

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