mercoledì 31 agosto 2016

Jonathan Safran Foer presenta "Eccomi" @ Circolo dei lettori di Torino

Dopo undici anni, Jonathan Safran Foer torna al romanzo e va in scena in anteprima mondiale al Circolo dei lettori di Torino affiancato da Elena Loewenthal e Maurizio Molinari.

Eccomi è una storia di dispiaceri, di catastrofi grandi e piccole, l'enigma di una verità mai assoluta. Famiglia e destino si incrociano nelle 666 pagine dell'attesissimo volume dell'autore americano pubblicato come da tradizione da Guanda.


"Il mio libro, a differenza dei precedenti, si occupa delle piccole cose. Piccoli attimi che ti impediscono secondo molti di essere felice e di non considerare quanto la felicità possa dipendere anche da essi" dice Foer.

L'esigenza di distaccarsi dai lavori precedenti sembra forte ma non necessaria, diversa è la ricerca e l'ambizione. 

"Eccomi è la risposta che Abramo dà a Dio, è come dire un sì incondizionato. La stessa risposta è data anche a Isacco prima del sacrificio".

Nel momento in cui i protagonisti di Eccomi si porranno delle domande, verranno a trovarsi tra diversi drammi collettivi e personali. Più le emozioni prenderanno il sopravvento, più sarà difficile capire come possano convivere in un solo uomo.


"Tutti noi abbiamo diverse identità, i libri tendono a focalizzarsi su un aspetto in particolare. Io volevo catturare la pienezza della vita scrivendo un romanzo vibrante e traboccante". 

Eccomi è stato scritto senza pensare al lettore, alla sua lunghezza e reprimendo molte domande durante il processo creativo.

"Non mi importa se il lettore arrivi alla fine del mio libro ma se riesco ad arrivarci io. Il libro non è solo un modo di raccontare storie ma di arrivare a contatto con verità universali che si possono condividere solo con i libri".

Questo il cuore di uno degli autori più promettenti del nostro secolo. Dall'amore di coppia al rapporto tra padri e figli pone in questo ultimo lavoro una riflessione piccola ma universale, come se perdendosi nell'infinito delle piccole cose, affermare la nostra presenza possa in qualche modo salvarci. Eccomi.

Alla prossima

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