domenica 20 marzo 2016

Mark Twain: Autobiografia Burlesca

Difficilmente i grandi autori del passato possono deludere le aspettative del lettore. Tra gli alti e bassi di vastissime produzioni, si nascondono sempre parole meritevoli di essere riscoperte. Questo il caso di Mark Twain e della sua Autobiografia Burlesca pubblicata e tradotta, per la prima volta in Italia, da CasaSirio.



Il piccolo volumetto di poco meno di sessanta pagine riesce a contenere tre piccoli racconti. Tre prove nelle quali, uno dei maggiori autori americani del XIX secolo gioca con il lettore e con quel fare tutto burlesco tanto caro ad una parte della sua produzione.

Twain con la sua Autobiografia Burlesca, costruisce in maniera ironica seguendo un percorso antropologico la successione dei suoi antenati. Leggeremo di storie secolari, di uomini famosi e non, racchiuse in brevi descrizioni pungenti. 
D'altronde siamo di fronte a una famiglia piuttosto turbolenta e grazie a marinai, rapinatori, studiosi e prigionieri inaspettati emergerà un valore della storia pregno di modernità. <La mia storia personale farebbe una ben magra figura rispetto quella dei miei antenati> dice Twain sottolineando il contrasto secolare tra passato e presente schernito con evidente disillusione.

Una straziante storia medievale invece, arriva dritta dritta dal 1200 portandosi dietro un'ambientazione feudale presa in prestito dalle fiabe più antiche. Tra numerosi intrighi e strategie per la conquista del trono emergerà una forte sperimentazione narrativa che porterà non poco stupore nel suo epilogo. Con Twain tutto diventa credibile, anche quando un lavoro più metaletterario si fa spazio tra le pagine.

Le parole vengono usate come mezzo di costruzione, come gioco. Calibrando in maniera maniacale i loro diversi aspetti potremo scoprire un fascino antico della bellezza del dubbio e del significato di esse. 

A volte una singola parola dal significato dubbio proietterà un velo dorato di sognante incertezza su un intero paragrafo di pratiche e fredde certezze, e lascerà avvolto nell'adorabile ossessività del mistero un episodio che, se non fosse stato per quell'intervento benevolo, sarebbe stato comune e volgare. Saremmo saggi a esibire un dizionario di fronte a quella graziosa parola? Sarebbe la gratitudine appropriata?

Queste le giocose questioni dell'Italiano senza laurea, della sua irrefrenabile curiosità specchio dell'autore stesso.

Lo abbiamo detto, difficilmente i grandi autori del passato possono deludere. Twian, un grande autore del passato, con tre opere molto piccole, contenute in un libro da non prendere seriamente, riesce però a sorprendere per piacevolezza di lettura e modernità di pensiero. 
Alla prossima

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