martedì 5 gennaio 2016

La Collina Misericordiosa di Lore Berger

Lore Berger è una ragazza svizzera di appena ventidue anni con una passione per la scrittura e una forte avversità nei confronti della vita. Nell'estate del 1943, dopo aver consegnato il manoscritto de La Collina Misericordiosa al premio letterario Gutenberg di Zurigo, decise di togliersi la vita lanciandosi dalla torre idrica del Bruderholz



La Collina Misericordiosa (edito Lindau) è un romanzo in cui le maschere, coprendo i volti dei personaggi, mostrano solo la parte luminosa della realtà dietro la quale si celano le ombre del nostro io.
La collina è quella di Esther, una ragazza dal viso malato e stanco.
La Misericordia invece, la troveremo tra il lento e oscillante ondeggiare di un campo di grano, negli occhi di un cane affettuoso, nell'amore fraterno o nei colori dei fiori.
Potremmo tranquillamente affermare di aver tra le mani un testo intimo travestito da romanzo, nel quale la narrazione spinta dall'amore per il camaleontico Thomas, nasconde dietro una maschera di serenità un urlo disperato.

Trovandomi tra le parole della Berger, nel suo stile raffinato, mi sono ricordato che leggere del dolore altrui significa sentirsi meno soli.



I dubbi di Esther potrebbero essere i nostri, la sua suddivisione del reale fatta di bianchi e neri circonda ognuno di noi. Dalla morte nessuno può scappare neanche una giovane ragazza borghese. Dobbiamo solo decidere come arrivare tra le sue braccia: aspettare lo scorrere del tempo e sperare in una felicità lontana o decidere di diventare un'ombra nel cielo.

Sylvia Plath mostrò ai suoi lettori la sua personale campana di vetro. Con Lore Berger scopriremo il paradiso degli altri, un'illusione creata da un Dio malvagio, quasi sadico. Quel luogo irraggiungibile dedicato alla felicità altrui.

La decisione di scoprire tutto ciò resterà solo al lettore, a colui che nella letteratura vuol trovare lo scontro quotidiano, la vita e la morte altrui.

La Collina Misericordiosa è la battaglia personale di Lore Berger contro lo stare al mondo. Uno scontro perso che pagina dopo pagina è riuscito a coinvolgermi rendendomi partecipe di un dolore apparentemente non mio.
Ho avuto l'onore di condividere con l'autrice e Esther, la sua controparte, un percorso. Durante questa lettura Lore non è stata sola. Spero lo abbia sentito.


A presto

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