domenica 29 novembre 2015

Il Canto della Pianura di Kent Haruf

Non fatico ad ammetterlo, questo è stato l'anno di Kent Haruf, autore americano morto nel 2014, pubblicato in Italia da Rizzoli con scarsi risultati e riproposto con successo da NN Editore.
Il suo Benedizione mi aveva lasciato senza fiato, poi è arrivato Canto della Pianura ed è stata una nuova esperienza dalla quale difficilmente mi riprenderò.




Il secondo libro della Trilogia della Pianura ci riporta nella cittadina di Holt e mantiene la struttura corale tanto funzionale per questo tipo di storia.
Leggere i romanzi di Haruf, significa perdersi tra più voci, seguire percorsi di vita differenti accomunati da un senso profondo di difficoltà e infelicità.

Tom è un insegnante che cerca di ricucire il rapporto con una moglie che passa le sue giornate nel buio della sua stanza. 
Ike e Bobby hanno un forte bisogno di una figura materna e l'ingenuità di chi ha appena compiuto dieci anni.
Victoria aspetta un bambino ed è stata cacciata di casa dalla madre. 
I fratelli Mcpheron vivono da anni in solitudine lavorando la terra e stando ben lontani dai i sentimenti forti.

Queste sono solo alcune delle voci grazie alle quali il lettore si potrà immedesimare. Haruf descrive il quotidiano della vita di questi personaggi, i loro dolori e le loro paure con semplicità, senza virtuosismi inutili. Rileggere di Holt sarà come tornare a casa, sentire gli stessi odori, vedere gli stessi volti e affrontare nuovamente le difficoltà della vita.

Nel leggere il suo precedente Benedizione avevo scritto di un minimalismo emozionale che con questo romanzo viene accantonato, in favore di un testo più ricco e più sfumato. La realtà di Holt è vera, la sua descrizione è sentita. Rimane solo l'emozione sempre trascurata, quella mai valorizzata e che scompare quando tutto ci cade addosso.
Quando comincia la vita vera sembra chiedere l'autore ai suoi personaggi? 
Cerca di condurli verso l'episodio chiave, l'esperienza personale in seguito alla quale tutto, anche se ricoperto dalla polvere delle piccole strade di una piccola cittadina, sembra ormai avvolto da un abbraccio di rassegnazione.

"C'è troppa solitudine qui. Prima o poi morirete senza neppure aver avuto un problema in vita vostra. Non del tipo giusto comunque. Questa è la vostra occasione."

L'uomo però può rialzarsi. I buoni sentimenti possono dare forza, vivere la natura può irrobustirci e vivisezionare un cavallo può essere la metafora di una crescita interiore prima bloccata e ora aperta dallo squarcio di una lama.

Il Canto della pianura è quella colonna sonora che accompagna tutta la nostra vita. Come una lacrima segna un percorso su un viso polveroso, un canto di speranza, una preghiera sussurrata direttamente da Holt potrebbe scaldare il cuore di chiunque abbia deciso di ascoltare quella voce.
Alla prossima

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-Crepuscolo

8 commenti:

  1. Non conosco l'autore, ma da come ne parli credo proprio che faccia al caso mio. E' quel genere di lettura che vale la pena fare, quella che ti lascia qualcosa dentro di indefinibile, che per me rappresenta il senso stesso della mia passione per la lettura. GRazie, lo segno immediatamente in lista!
    Paola

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    1. Ciao Paola,
      se cerchi una storia di emozioni semplici e vere credo che difficilmente potrà deluderti. Haruf racconta le difficoltà del quotidiano e ci fa vedere quella luce attraverso la quale poter superare tutto.
      Se lo leggi fammi sapere :)

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  2. Ciao Andrea. Questa è la prima volta che becco il tuo blog, nonostante in verità conosca molto bene la tua attività di booktuber :)
    Sono a metà del libro, e colgo tale occasione per ringraziarti circa il suggerimenti che mi diedi un pò di tempo fa.
    Unico appunto: ma questo non è il primo volume della trilogia de "il canto della pianura"?
    Bravo e continua così :)

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    1. Esatto! Questo sarebbe il primo volume e NNE li sta pubblicando sparsi.
      Alla fine essendo indipendenti cambia veramente poco. :)

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  3. Ah, ovviamente complimenti per l'ottima recensione al libro. Spesso sono troppo sbrigativo nello scrivere commenti di questo genere!

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    1. Grazie mille! troppo buono. Aggiornami

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    2. L'ho terminato circa 3-4 giorni fa.
      Nel complesso una lettura emozionante e pulsante di vita.
      L'ho amato dalla prima all'ultima pagina; peccato soltanto per la scelta di adottare un'introspezione psicologica sin troppo minimale di superficie, andando un pò a sacrificare la potenziale profondità di molti personaggi.
      Ecco, preferisco un Lansdale o un King, se dovessi fare un confronto.
      Comunque 4/5 meritatissime :)

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    3. Io ho un certo amore non trascurabile per il minimalismo. Ecco perché mi è piaciuto ancora di più :)
      Ora sto aspettando solo che esca il terzo!

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