mercoledì 23 settembre 2015

Racconti Ispanoamericani Del Terrore Del XIX Secolo || Gli Eccentrici

Racconti Ispanoamericani Del Terrore Del XIX Secolo. Dobbiamo subito fermarci e rileggere il titolo dell'ultima antologia pubblicata dalla collana di letteratura ispanoamericana de Gli Eccentrici (Edizioni Arcoiris). Rileggiamo.
Terrore e Ottocento, due parole che ci rimandano subito a scrittori come Edgar Allan Poe, Bram Stoker, Mary Shelley, Le Fanu e alle quali non associamo, neanche per errore, la letteratura ottocentesca di lingua spagnola.


Un'antologia di racconti fatta di autori poco conosciuti o addirittura inediti in Italia, i quali, oltre ad aver influenzato la letteratura sud americana del Novecento, hanno sfatano il legame morboso tra il terrore e la lingua inglese.

Ci troviamo di fronte a dei classici lontani, e trattandosi di racconti, devono essere obbligatoriamente contestualizzati al loro genere e periodo storico.
Bisognerà capire quanto per i canoni e la cultura dell'Ottocento queste storie siano trasgressive, forti e per certi versi deliranti, nonostante molte di esse risultano già digerite e superate dal fattore tempo. 

Troveremo il rapporto con la tradizione popolare, le leggende fatte di mostruosità e figure care al genere come il vampiro, che qui vengono usate per le prime volte da Julio Calcaño.
Menzione speciale va subito a Carlos Octavio Bunge e il suo Cane interiore, un racconto rivelatore delle parti più nascoste dell'uomo o Il Rospo di Leopoldo Lugones (grande amico di Horacio Quiroga di cui ho parlato qui) perfetto esempio di come la "popolarità" e le sue leggende possano avere il loro lato terrificante.

Quando un essere umano vuole dare tutto a chi non vuole ricevere nulla, il cuore si ripiega su se stesso e dimentica. 
Il Cane Interiore 
(lettera confidenziale di un uomo di scienza)

Un'altra area tematica non trascurabile è quella dell'ombra, quella parte reale o metaforica che sia, usata per alimentare paure e scavare nella psicologia delle voci che muovono i racconti.
L'ombra nera di Casimiro del Collado e Tristàn Blondìn di Juan Montalvo sono una testimonianza di potenza narrativa che pur non sorprendendo lascia immagini indelebili fatte di viaggi radenti al sogno e di uomini fagocitati dalle tenebre.
Il lavoro di Juana Manuela Gorriti e Rubén Darío invece, rimane purtroppo in quell'ombra ove solo la contestualizzazione non deve permettere di associare espressioni perplesse alla lettura. Come accennato prima, bisognerà capire come Una vita infernale e Thanathopia in visione ottocentesca dovranno essere stati vere e proprie secchiate di acqua fredda.


da sinistra William Henry Hudson, Leopoldo Lugones, C. Octavio Bunge e Casimiro del Collado

Infine il tanto atteso tema della possessione con la voce di Alejandro Cuevas che con il suo Di fronte alla giuria gioca una partita di carte tra la verità e l'assurdo. Una confessione aspettata ma che lascia molte domande al lettore.
Altra confessione è quella di Pelino Viera scritta da William Henry Hudson il racconto (a mio avviso) più visionario e d'effetto di tutta la raccolta, la ciliegina sulla torta.
Un viaggio tra creature quasi mitologiche, azione e fabula scaturito dalla possessione di una moglie, di una strega, verso il proprio marito che avrebbe strappato qualche sorrisino allo stesso Poe

Lugones, Bunge, Casimiro del Collado e Hudson (che scopro essere pubblicato anche Adelphi) hanno rappresentato per me le vette di questo percorso di scoperta e sicuramente approfondirò ulteriormente.
MA se i racconti non colpiscono tutti perché leggere un testo del genere?

Leggere questo testo vuol dire mettersi nei panni di Jorge Luis Borges e capire quando sia importante il suo apprezzamento per Hudson. Vuol dire vedere quanti di questi autori e di queste influenze ci siano dietro la pazzia e la maestria di Julio Cortázar. Significa leggere, solo grazie all'azzardo e il coraggio di un piccolo editore, una parte fondamentale della storia della letteratura ispanoamericana.


Alla Prossima
Andrea 

2 commenti:

  1. Molto interessante! Se non fossi impegnata con l'800 inglese ci darei un'occhiata!

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    1. Ero troppo curioso per non capire cosa centrasse il terrore con la letteratura ispanoamericana dell'Ottocento. Ora tutto mi è più chiaro :)
      Fammi sapere nel caso dovessi recuperarlo!

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