giovedì 23 luglio 2015

Ricordami Così di Bret Anthony Johnston

Justin ha 12 anni ed è il primogenito della famiglia Campbell. Un ragazzo tranquillo, sempre pronto a sfrecciare sul suo skate e a far dispetti a "Granchio", il fratello minore. Justin scompare in una calda giornata di sole texano e per quattro anni non si hanno sue notizie.
Questa è la premessa di Ricordami Così, il primo romanzo di Bret Anthony Johnston (edito Einaudi).



Dopo aver esordito con una raccolta di racconti, Ricordami Così, permette al professor Johnston (che coordina il dipartimento di scrittura creativa ad Harvard) di poter essere tranquillamente inserito all'interno delle voci più incisive della narrativa americana contemporanea.

Il dolore è il cuore del romanzo, lo studio, l'analisi e l'immedesimazione con esso sono il percorso che il lettore deve seguire attraverso uno stile accattivante e scorrevole. Niente frasi ad effetto, solo flussi di coscienza e psicologie ben delineate.
La vicenda presenta di base uno scheletro dalle tinte quasi thriller, che permette un coinvolgimento non trascurabile, non si concentra però sul genere, ma si fa portatrice di quel lavoro di ricerca letteraria appena accennato.

I componenti della famiglia davanti la scomparsa di un loro membro vengono soffocati dalla perdita. Ognuno segue un percorso diverso, diretto verso un luogo segreto nel quale riversare il proprio io. Sono proprio questi, i luoghi intimi del nostro dolore, che Johnston vuole scoprire e visitare. 

Tutto cambierà con il ritrovamento di Justin, con il suo ritorno all'interno del nucleo familiare allo stesso tempo fragile e temprato da anni di rassegnazione, vedremo quanto possa essere difficile vivere il quotidiano.
Le giornate per quanto possano esser tornate alle normalità, non sono più le stesse, qualcosa sembra cambiato. L'autore stesso, con il frequentissimo uso di metafore, sembra volercelo ricordare.

Si vedevano soltanto le ferite, Non si poteva ignorare come il loro corpo tradisse la sofferenza che aveva patito. Assomigliavano ai delfini, pensò Paul ingranando la marcia e uscendo dal parcheggio. In acqua si distinguevano gli uno dagli altri solo per le cicatrici, i colpi dei motori fuoribordo o i tagli delle funi da pesca o i morsi degli squali. Gli sfregi sono le loro caratteristiche distintive.

Qualcosa però in questa prima prova romanzata manca. Quell'elemento che trascende la bella scrittura o la bellezza del plot, ponendo all'interno della lettura un senso di mancanza.
La stessa mancanza, la stessa melanconia che permea le quasi 500 pagine e che fa del ricordo un fantasma orrendo.

Ricordami Così è quel fantasma, quella creatura indagatrice, la quale si pone vicino al nostro io e cerca di farci capire come ci si possa sentire a esser ritrovati.
La letteratura, sopratutto quella americana, solitamente ci racconta del senso di perdita tramite il quale ricavare dolci arricchimenti. Johnston invece ribalta le carte in tavola. La sua gioia può provocare un dolore ancora più devastante e questo non è solo un problema dei Campbell. Questo è un problema di tutti noi.

Alla prossima

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Credo ci siano romanzi di genere migliori ma il lavoro introspettivo fatto da Johnston l'ho decisamente apprezzato :)

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  2. Appena terminato.
    Mi e' piaciuto molto, bellissima scrittura, personaggi descritti benissimo, storia senza fantasiosi colpi di scena per fortuna. Davvero consigliato. Mai come in questo caso il passa parola su twitter e' stato gradito.

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    1. Io rimango in attesa di un prossimo lavoro. Prevedo un qualcosa di ancora più maturo e la cosa mi esalta molto :)

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