domenica 19 luglio 2015

Écue-Yamba-Ó: l'amore primordiale di Alejo Carpentier

Nell'agosto del 1927, sotto il regime cubano del presidente Gerardo Machado, molti uomini venivano repressi e arrestati per i loro ideali rivoluzionari e sovversivi. Tra questi c'era Alejo Carpientier, un ragazzo con forti idee politiche che si trovò a occupare una delle celle del carcere dell'Avana.
Proprio in questo periodo di reclusione, il giovane Alejo, inaugurò la sua carriera letteraria, abbozzando quello che sarebbe stato il suo primo romanzo.
Écue-Yamba-Ó, un titolo stranissimo per un romanzo bizzarro e atipico che a distanza di quasi novant'anni arriva in Italia grazie a Edizioni Lindau.


Da lettore insaziabile cerco sempre di scoprire nuove letterature, libri che mi presentino realtà lontane e, considerando il mio amore per la letteratura sud americana, non potevo farmi scappare uno degli autori così tanto apprezzati da Gabriel García Márquez
A questo dato, che dovrebbe essere già una garanzia, si è aggiunta la curiosa storia editoriale di questo romanzo d'esordio orfano di un editore per quasi cinque anni. Rifiutato da Einaudi e Sellerio (i quali avevano già pubblicato altri titoli di Carpentier) perché "poco commerciale", Écue-Yamba-Ó è stato adottato da casa Lindau in seguito anche alla validissima traduzione cominciata da quel mostro sacro di Angelo Morino e ripresa e conclusa, mi permetto di aggiungere in maniera egregia, da Vittoria Martinetto e Thais Siciliano (sul suo blog potrete leggere con maggior accuratezza il processo di gestazione del libro. Qui l'articolo).

La storia dalle tinte afrocubane è quella di Menegildo Cué, nato e cresciuto all'ombra dello zuccherificio del suo villaggio. Una zona rurale nella quale diverse etnie danno vita a scontri quotidiani e culturali dovuti a diverse tradizioni e a necessità di dover guadagnare quel poco che basti per permettersi una sopravvivenza dignitosa.
Il lettore seguirà il percorso di Menegildo dalla sua nascita, al suo incontro con la musica autoctona, l'amore, il carcere e le associazioni di mutuo soccorso dei ňaňigo. 

Lo stesso Carpentier poco convinto del risultato di questo primo lavoro, rimandò più volte la pubblicazione, fino al 1933 quando data la diffusione sotterranea del testo fu costretto a rivederlo e pubblicarlo. "Un romanzo ancora ibrido, sebbene non privo di qualche buon risultato" questo il duro parere del severo autore.

Anche i grandi però sbagliano e la lettura di questo romanzo ne è la dimostrazione. Écue-Yamba-Ó infatti, non va letto per la trama, non va letto come storia appassionante e piena di momenti mozzafiato, ma va letto per quei buoni risultati di cui Carpentier parlava.
Su tutti c'è lo sfondo di questa realtà afrocubana che non avevo mai trovato in un romanzo. Uno sfondo colorato, irregolare e pieno di musica, dentro il quale tribalismo e primitivismo si mischiano per dare forma a un lavoro quasi antropologico.

Lo avrebbero ballato,
Lo avrebbero ballato,
Si,
No.
Lo avrebbero ballato,
e amen.
A-
men.

Gli usi, i costumi, le peculiarità di ogni etnia dell'isola prendono vita e, a suon di rumba, mostrano al lettore i loro riti antichi, i loro credi e le loro parole magiche.

Proprio quest'ultima, la magia, della quale Carpientier ha fatto buon uso inserendola in un contesto reale e dando forma a quello che lui chiamava il reale magico, che a distanza di anni sarebbe poi diventato il realismo magico in cui tutti ci siamo persi almeno una volta, diventa il motivo principale e assoluto per il quale il lettore curioso dovrebbe leggere il romanzo.
La magia delle descrizioni è indescrivibile, l'influenza surrealista e lo stile pieno fatto di una terminologia accurata e lontana permettono la creazione di veri e propri quadri.


Questo permette a una storia di formazione nella quale un banale triangolo amoroso è il movente della vicenda, di diventare critica sociale imprescindibile per il suo essere innovatrice e illuminante.

Dio, tu sia lodato. Écue-Yamba-Ó.
Questo l'urlo inconscio di Menegildo di fronte alle sue pene d'amore, di fronte alla politica, di fronte a una realtà marcia veramente esistita e che grazie a un romanzo d'esordio possiamo scoprire.
Carpentier scriveva Écue-Yamba-Ó di fronte alla rassegnazione.
Écue-Yamba-Ó è il romanzo che ci mostra quanto l'antico e il tribalismo oramai quasi perso possa ancora essere attuale. Nel nostro quadro attuale, come in quello della Cuba dei primi del Novecento è solo Écue-Yamba-Ó e non è stregoneria è amore primordiale.

Alla prossima

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