giovedì 4 giugno 2015

L'Età Della Febbre: Storie Di Questo Tempo.

Il racconto come mezzo per parlarci del nostro tempo. Undici voci della scena italiana contemporanea, coordinate dal binomio Christian Raimo/Alessandro Gazoia, ci conducono in un viaggio tra i meandri della modernità.



L'Età Della Febbre (Minimum Fax) è un esperimento che si rivela essere più che riuscito. Prendendo come modello le raccolte tematiche del New Yorker e progetti come Granta, fonde quelle esperienze per dar vita a un'antologia camaleontica fatta da voci che "conoscono solo quello che viene dopo".
A dieci anni dall'uscita dell'antologia La qualità dell'Aria, Minimum Fax torna nuovamente a dimostrarsi un editore coraggioso che scommette sul racconto e si classifica tra i più autorevoli e accaniti distributori di short stories del panorama editoriale italiano. 

Ad analizzare e riflettere sul nostro tempo sono undici autori under 40, che portano alla luce stili, linguaggi e registri sotterranei dei quali molti non sospettano neanche lontanamente l'esistenza. 

Come in ogni raccolta che si rispetti, ogni racconto ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza e le sue debolezze, grazie alla quali colpirà il lettore, ma in qualche caso può anche deluderlo. 

L'età della febbre ci regala viaggi inaspettati, picchi di altissima letteratura, ma anche momenti di più debole transizione.
A colpire maggiormente sono i racconti sperimentali, vivi, sentiti, quasi distopici che riescono a far sentire tutta l'inquietudine celata del nostro io.

Merita sicuramente una menzione Giuseppe Zucco che, con Il prodotto interno lordo, oltrepassa le barriere dell'infanzia e riesce a raccontare in modo brillante e originale le dinamiche e le paure del nucleo familiare.


Alta marea di Emmanuela Carbé, invece, rappresenta una delle vette più alte dell'antologia. Le sue note di stampo Wallacciano, che si vanno ad unire ad un approccio quasi Dickiano, rendono la struttura del suo racconto varia e articolata. In Alta marea l'ambientazione futuristica ci restituisce il senso del dolore. Un dolore che non cambia mai. 
E che dire del suo BATI?

Dentro BATI si sta in uno stato di semicoscienza, come quando ci si addormenta. Chi ha provato BATI riferisce di aver visto mostri marini, castelli incantati, diavoli con la coda, palle luminose da discoteca e persino Dio.

Penna raffinatissima si è rivelata essere quella di Chiara Valerio che ci mostra come anche le parole semplici, quelle più facili, possono restituirci labirintiche psicologie. 

Abbiamo infine racconti come quelli di Sortino, vicini al miglior Stephen King d'annata, che ci mostrano come il distopico possa trasformarsi in una storia del genere umano e delle mille sfumature dei suoi sentimenti. 

L'Età della Febbre, però, non è solo fantastico, perché riesce a essere anche un antologia del reale, del quotidiano.
Spaesamento, eccessi, droghe, omosessualità e problemi economici caratterizzano i personaggi raccontati da Vincenzo Latronico, Rossella Milone, Claudia Durastanti e Vanni Santoni. Personaggi concreti, reali e anche familiari. La Cleo del racconto di Santoni, infatti, è la stessa che il lettore ha incrociato tra le pagine di Muro di casse, della quale lo scrittore aveva ancora qualcosa da raccontare.

Ultimo doveroso appunto è quello relativo alla partecipazione di Manuele Fior, che ha avuto il merito in questi anni di valorizzare il fumetto italiano, portandolo al livello della grande letteratura. 
Ecco quindi che, in un'antologia sceglie di raccontare l'Età della Febbre, succede questo:



Come viene spiegato nella prefazione "la letteratura italiana non teme confronti" e L'età delle febbre lo ha in parte dimostrato. 
Un'antologia che regala al lettore delle certezze, che lo emoziona e gli permettere di conoscere autori che la storia letteraria del nostro paese la stanno già facendo, ma non sempre riusciamo ad accorgercene in tempo.

Alla prossima

2 commenti:

  1. Ma per fare esperimenti bisogna che i racconti ricordano altri scrittori?? Cioè se è scritto nella prefazione "la letteratura italiana non teme confronti" e poi leggendoli ci ricordano Wallace, King o Dick embè i confronti ci sono e bisogna anche temerli... comunque andrò in libreria a leggerlo un po', comprarlo non so ... mi sono un po' annoiata di temi come spaesamento, eccessi, droghe, omosessualità e problemi economici io penso che nella letteratura ci debba essere qualcosa di più ma a me piacciono gli esperimenti :-)

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    1. Vedo il commento ora, dopo averne già parlato su facebook :)
      Attendo tue notizie nel caso dovessi leggerlo!

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