domenica 14 giugno 2015

L'Età Definitiva di Giuseppe Schillaci

Giuseppe Schillaci, dopo essere stato tra i candidati al Premio Strega 2010, torna tra gli scaffali delle librerie con L'età Definitiva (LiberAria).



La vicenda è quella di Nico Chimenti, poco più che trentenne, il quale farà ritorno nella sua Palermo, la città che ha fatto da sfondo alla sua infanzia fatta di amici, musica e pallone.

Figlio di un ex poliziotto dovrà vedersela con vecchi fantasmi del suo passato e con i misteri relativi alla morte del fratello gemello avvenuta in giovane età.

Il romanzo ruota su alcuni elementi tematici ben precisi: 

Il ritorno che vedrà Nico ritornare nel luogo dove abita ancora la madre tedesca e nel quale, vecchie conoscenze e nuove esperienze, metteranno in discussione le solide certezze della sua vita.
Il processo di formazione, che, causa infanzia difficile, sembra non essersi mai concluso definitivamente. Le continue indecisioni lavorative, amorose e caratteriali si riveleranno ostacoli difficili da superare.

L'Età Definitiva si rivela essere un romanzo molto classico, un tipo di storia che negli ultimi dieci anni abbiamo visto trattare in modi molto diversi. La Mafia, le tangenti, le vendette, le grandi famiglie e il senso di colpa. Tutti elementi che romanzi estremamente recenti (su tutti La Ferocia di Nicola Lagioia) hanno trattato e che non fatto spiccare per originalità il libro.

Ogni uomo e ogni donna appartiene a un anno preciso, un tempo perfetto, in cui il proprio volto è realmente suo; per il resto della vita, ognuno non fa che seguire quell'età o rimpiangerla.


Lo stile rende la vicenda estremamente scorrevole grazie al suo essere vero, sentito e ai suoi bizzarri giochi grafici fatti di vere e proprie immagini, inserite per sottolineare alcuni concetti e che si fondono con testo e registro senza stonare.


Ed è in una storia ordinaria che non presenta apparentemente nulla di innovativo che le riflessioni sul tempo fanno del romanzo un buono spunto di riflessione.


Ognuno ha un tempo, un tempo dato, un anno tutto suo, per sempre, un tempo da rinnegare anche, ma cui non puoi sfuggire: un anno che non puoi scucire dal volto.


Un tempo che possiamo sentire nostro e che con un intreccio più originale sarebbe potuto diventar ancor più universale. Potrebbe essere il tempo di ogni lettore ma rischia di essere esclusivamente il tempo di Nico.

L'età definitiva è però per tutti diversa. L'età definitiva è il volto di un uomo stanco e melanconico ed è tutto estremamente affascinante.

Alla Prossima

4 commenti:

  1. Da come è scritta questa recensione è chiaro che non conosci molto bene l'italiano. Mi chiedo come puoi arrogarti il diritto di recensire libri. Le parole sono importanti e l'uso che se ne fa altrettanto, mi è dispiaciuto leggerti.

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    1. Dispiace averti fatto perdere del tempo e averti evidentemente infastidito. Spero tu possa trovare altri blog nei quali questi errori non siano così evidenti e dove le sfumature, sopratutto su libri così di facile accesso, possano rendere meglio qualsiasi tipo di parere (che ricordiamo essere un diritto). :)

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  2. in effetti non l’ho capita neanche io questa recensione. cioé il libro è molto intenso e appassionante, qui però si fa tanta confusione.

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    1. Peccato si attacchi molto spesso la forma di un articolo quando non si hanno i mezzi per discutere il suo contenuto.
      Libro intenso e appassionante? si (cosa che ho in parte scritto).
      Libro originale? no.
      Forse la confusione di cui parli può essere relativa alle proposte similari del panorama italiano di questi ultimi anni che forse non consideri.

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