venerdì 22 maggio 2015

Gli "Antipodi" di Raffaele Napoli

Il mio interesse verso le piccole realtà editoriali, nell'ultimo anno, è stato un crescere. Tra queste voci CasaSirio si è rivelato essere un editore singolare che ho accettato di conoscere e approfondire con Antipodi il romanzo di Raffaele Napoli pubblicato nella collana Sciamani.

Siamo quello che siamo perché ci nasciamo o ci diventiamo? Si tratta di un mix di entrambe, un continuo effetto di un elemento che influenza l'altro.

Ecco una delle tante chiavi di lettura di Antipodi. È lampante.
Un romanzo, che come epigrafe riporta la teoria della farfalla di Norton Lorenz, è un romanzo che vuole giocare con il destino, con le scelte e con le varie varianti che la vita ci mette di fronte.



Il destino è la prima componente. Il destino è quello avverso a Marco che si troverà in Spagna nudo in un prato, il giorno del suo compleanno, senza sapere come e perché sia finito lì.
Capo di un'azienda, marito di Arianna e padre di Giulia, Marco è circondato da concretezza. 
Tutto però gli sarà portato via.

Luca invece è un ragazzo che lavora in un supermarket e che desidera ardentemente la moglie di Marco.
Sceglie di distruggere la vita altrui, sceglie di sacrificare tutto sé stesso e sceglie di ricorrere alla magia.

Una scrittura poco ricercata ma estremamente funzionale rende il libro molto veloce da leggere.
I difetti però a mio parere risultano altri:

-L'eccessivo indugiare dello scrittore in merito all'elemento magico, che vien spiegato fin nel dettaglio, porta ad un rallentamento della storia e rende lo stile meccanico e artificioso.
-I dialoghi in alcuni casi risultano poco credibili. Frasi come "Ridammi la vita!" non aiutano ad elevare il tono della narrazione e a trasmettere al lettore l'importanza e la tragicità del momento.
-Infine il problema forse più grande del romanzo è l'originalità. Nel 2015 uno scambio di vite che avviene tramite l'elemento magico è un espediente che alla luce della letteratura odierna, del cinema e della nostra cultura pop risulta obsoleto.

Il mondo per come lo conosco non è cambiato solo perché sono cambiato io.

La riflessione sul doppio, sull'identità, l'analisi e il rapporto tra i membri del nucleo familiare come la rinascita sofferta e singolare di un singolo individuo possono essere anche interessanti, ma rimangono poca cosa.
Pur riconoscendone le intenzioni e la capacità del libro di "farsi leggere" (che è sempre e comunque un merito non da poco), Antipodi si è rivelato essere un libro di intrattenimento. Un libro che mi ha coinvolto ma non del tutto.

A prescindere dal mio gusto, CasaSirio è da tenere d'occhio. Si tratta di gente giovane che ha investito in un prodotto nel quale crede (menzione positiva va anche alle accattivanti copertine dei libri). Non è una caduta che affossa un editore. La stessa caduta che può essere uno spunto di miglioramento.


Alla prossima

6 commenti:

  1. Un libro può piacere o non piacere, suscitare emozioni o meno. Un editore invece andrà sempre scritto senza apostrofo........

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    1. Su quello non ci sono dubbi! ;) Hai letto il libro sei d'accordo sul parere?

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  2. Anch'io ho letto Antipodi e sinceramente mi è proprio piaciuto. A volte quando mi approccio a un autore italiano ho sempre il timore di imbattermi in qualcosa di troppo filosofeggiante, come se si dovesse strafare per forza, poi per carità, c'è chi ci riesce benissimo, ma anche del sano intrattenimento non fa male. Anzi.
    Raffaele Napoli è uno sceneggiatore e si sente. Stile stringato, veloce, molto visivo. Però ha costruito bene la sua storia, gli incastri e i tempi sono perfetti e nonostante temessi che l'elemento magico potesse infastidirmi, non è successo.
    Forse la spiegazione finale del "perché" e "per come" è un po' troppo tecnica, ma si parla di 5 pagine su 230, quindi va bene così. Insomma, per me Antipodi è assolutamente promosso. :)

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    1. Ciao Silvia :)
      Sono molto d'accordo con te su molte cose:
      - il fatto di avere lavorato come sceneggiatore si sente e il libro scorre veloce.
      - la trama non ha buchi e tutto si chiude per bene (il finale per me non è mai importante).
      - le tematiche di base (che ho riportato) ci sono anche.

      Ci sono però cose che non mi hanno convinto:
      1) Giustamente come dici tu il filosofeggiare le volte può risultare pesante, ma in questo caso forse bisognava approfondire. In luce anche delle teorie che stanno alla base del libro e che Napoli inserisce come quella della farfalla di N.L. Quindi: o le metti o non le metti.
      2) come dici tu e come ho scritto, il libro è d'intrattenimento (e in questo fa il suo lavoro). Io però ci ho visto poca cosa al di fuori della trama.
      3) L’elemento magico non mi ha convinto. Troppo banale e stonava con il contesto reale al quale il romanzo era legato.
      4) Il difetto più grande però è l’originalità. Alla luce della letteratura italiana contemporanea di cui sono un grande fruitore, Napoli è indietro anni luce. Sia a quest’ultima che alla cultura pop contemporanea.
      Quante serie Tv ho visto che presentano trame molto più originali e che hanno superato quella degli Antipodi anni luce?
      In più trovo che gli autori italiani contemporanei validi un romanzo come quello di Napoli se lo mangino a colazione.
      Carino si, ma non basta.

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    2. Posso capire il tuo punto di vista, infatti il libro saprò a chi consigliarlo e a chi no, in base anche alle osservazioni che fai tu.
      Io comunque sono una che al cinema si guarda le più colossali americanate e poi va giù di testa per Polanski o Almodovar, quindi sì, sono un po' strana e dell'originalità a volte me ne frego. Sono poi la prima che critica le cose banali, viste e riviste, lette e rilette, però alla fine ci sono film o libri che vanno oltre il raziocinio e ti piacciono a livello inconscio. Antipodi fa parte di questa categoria. Certo Raffaele Napoli non ha lo stile di autori tipo Pierpaolo Vettori, tanto per fare un nome: lui potrebbe anche raccontarmi di come sua nonna preparava la marmellata che io mi incanto, però nel "suo genere" ho trovato Antipodi piacevole.
      Comunque se ti va di consigliarmi autori italiani che non se la tirino troppo e che non vogliano sbattere sulle pagine tutto il loro sapere, io accetto i consigli molto volentieri!

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    3. Io sono un tipo di lettore che guarda molto l'originalità. Sono convinto di una cosa: se non aggiungi niente di nuovo è inutile che scrivi. Poi mi rendo conto che la mia visione sia drastica e riconosco comunque che il libro di Napoli alla fine si faccia leggere ;)

      Autori italiani che ti consiglio caldamente sono: Vettori, Paolo Cognetti, Paolo Piccirillo, Fabio Viola, Iacopo Barison, Francesca Matteoni, Marco Peano, Fabio Stassi, Nicola Lagioia, Gipi, Vanni Santoni/SIC, Luca Di Fulvio, Antonio Pennacchi e Wu Ming. Questi sono i contemporanei che al momento mi vengono in mente :)

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