mercoledì 8 aprile 2015

#BlackCoffee: Caffé nero e Letteratura Americana.

Senza lo zucchero, un caffè nero può essere decisamente amaro. Lo si butta giù arricciando le labbra e disegnando sul volto un'espressione non troppo felice.
Questo è stato il mio incontro con Edizioni Clichy e la sua nuova collana di Letteratura Americana: Black Coffee.
Sara ReggianiLeonardo Taiuti ai comandi di questa nuova realtà editoriale ci hanno da subito dato il loro biglietto da visita.


Last Days Of California di Mary Miller e Il Prezzo di Dio di Okey Ndibe. Un titolo a testa. Scelto e tradotto proprio da chi crede ancora di investire in questo tipo di letteratura.
Giovani voci del panorama americano che grazie a questa collana, e la sua veste minimale, trovano il loro spazio anche in Italia.

Dei due ho avuto il piacere di leggere il primo romanzo di Mary Miller (ne parlo qui) e vi dirò che, il sapore amaro di questo maledetto caffé non mi è dispiaciuto. Questo sapore così familiare, proprio come questo tipo di letteratura.

Short stories e romanzi con caratteristiche ben precise. Polvere e emozioni. Polvere e storie a stelle e strisce.

Ecco perché vi segnalo con estremo piacere le prossime due uscite di questa collana. Le prossime due voci che seguirò e che spero possano nuovamente folgorarmi.

La prima, e forse la più interessante, è quella di Bonnie Nadzam e del suo Lamb.
Un romanzo che oltre ad aver vinto nel 2011 il Flaherty-Dunnan Prize  come miglior esordio, è stato portato sul grande schermo.

David Lamb è un uomo che sta attraversando una profonda crisi e per ritrovare il suo io, persuade Tommie, una giovane ragazza undicenne, nell'intraprendere un viaggio in auto tra le polverose Montagne Rocciose.
Ecco l'inizio e lo sviluppo di un rapporto che andrà oltre la differenza di età e la lotta contro la solitudine.

Spero con tutta sincerità che la Nadzam, seguendo le orme della Miller, mi faccia veder anche altro. Sicuramente vi aggiornerò. Appuntamento il 23 Aprile in libreria.

La seconda voce invece, è indirizzata a un pubblico più di nicchia. Adam Levin e il suo Rosa Shocking strizzano l'occhio a chi del racconto è innamorato, a chi da sempre ama provare il brivido che solo una short story sa dare.



Una raccolta fatta di personaggi atipici che ci viene presentata come 
-una surreale riflessione sull'incapacità di comunicare, sulla delusione, sul senso di colpa figlio del fallimento e sull'amore, che sa trasformarci in qualcosa che non avremmo mai pensato di diventare. E non sempre in senso positivo.-

Da un autore che è stato:
-pubblicato su McSweeney’s,
-allievo di uno scribacchino come George Saunders,
-paragonato a quella specie aliena che è stata etichettata dagli scienziati con il nome di David Foster Wallace,
mi aspetto sicuramente tanto.
Purtroppo dovremo aspettare maggio per averlo tra le nostre mani.

Ecco una panoramica video della collana:




Libri che hanno tutte le carte in regola per aggredire il lettore. Proposte di lettura originali e che lasciano una nostalgica amarezza. Niente dolcezza, questo tipo di letteratura è storicamente amaro. E poi detto tra noi, ma lo zucchero fa ingrassare.


Alla prossima
Andrea

2 commenti:

  1. Non ho ancora letto nessuno dei titoli della collana Black Coffee, ma delle Edizioni Clichy sento più affine ai miei gusti la collana Gare du Nord :)

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    1. Io proprio perché non mi sento ferrato in letteratura francese credo di approfondirla prima o poi. Anche perché a quanto pare i francesi sono il loro fiore all'occhiello :)

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