lunedì 16 marzo 2015

Last Days Of California di Mary Miller

La paura di sentirsi inadeguati, inopportuni. Le indecisioni e le esperienze che passano sul ciglio di una strada polverosa. I Led Zeppelin sussurrano la loro Stairway to Heaven mentre la macchina prosegue a velocità costante.
Questo è Last Days Of California di Mary Miller. Il primo romanzo di questa autrice americana che da sempre ha preferito la forma della short story e che approda in Italia grazie a Edizioni Clichy. Una storia on the road, di scoperta, di perdita e di formazione.



Jess è poco più che una ragazzina che ha intrapreso un viaggio con tutta la famiglia verso la California, luogo in cui, avverrà la Seconda Venuta. Luogo in cui i giusti verranno salvati.
Un padre fanatico religioso, una madre camaleontica e fragile, e una sorella che si destreggia tra eccessi e una gravidanza nascosta, compongono il quadro familiare di Jess.

I quattro capitoli del romanzo corrispondo ai quattro giorni della vicenda: Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato.
Quattro giorni nei quali incontri, esperienze e ricerca spirituale porteranno il lettore in questo viaggio fatto di persone che vivono l'America dal basso, tra la stessa polvere che compone e inghiotte le nostre paure.


Ci dà le monete che ha in tasca e buttiamo anche quelle, ma dopo un po' mi accorgo che non sto più esprimendo desideri, che sto lanciando e basta.

La Miller crea da subito rapporti apparentemente solidi che con il procedere delle pagine si sgretolano. Ci si interroga su di essi, con la stessa curiosità con la quale Jess cerca la sua fede, il suo amore, il suo sentirsi completa.

Gli elementi della Letteratura Americana classica sono presenti e i richiami a autori come Stephen KingFlannery O'Connor creano riferimenti più che graditi.
Usando un registro giovanile, ma non scontato, e uno stile diretto, le 262 pagine scorrono velocissime grazie anche all'ottima traduzione di Sara Reggiani.



Last Days Of California è una voce che ha bisogno di essere ascoltata, è una conversazione intima tra l'adolescenza e la maturità. Un romanzo che piano piano corrode e brucia, come quel maledettissimo sole texano.

"Un mondo per scendere a patti con la morte" dice. 
"È nella natura umana desiderare che il mondo muoia con noi."

Un plauso va infine a Clichy, che ha avuto il coraggio di investire in questa collana: Black Coffee.
Una collana creata per dare voce a nuovi e promettenti autori americani ma anche ad autori dimenticati che verranno riproposti. L'invito agli amanti del racconto è palese.
Approfondirò sicuramente anche Il prezzo di Dio di Okey Ndibe e rimango in trepidante attesa per i prossimi titoli.
Nuove voci, storie più che valide ed edizioni curate. Edizioni Clichy si rivela essere un'editore da tenere sott'occhio.

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