giovedì 11 dicembre 2014

Horror, Fantasy e Fantascienza: Vera Letteratura o semplice intrattenimento?

Edgar Allan Poe = Letteratura
Clive Barker = Intrattenimento
Shirley Jackson = Letteratura
Stephen King = Intrattenimento

Quante volte abbiamo erroneamente etichettato e dato una diversa valenza a nomi di libri e autori, inserendoli in generi e sottogeneri che non li comprendono? Questo tipo di accostamento il più delle volte a mio avviso risulta errato.
Cosa ci porta a dire cosa sia o non sia letteratura vera e propria?

Mi sono sentito in dovere di prendere e analizzare tre libri che hanno molto da dire a riguardo:





-Il mondo in un tappeto di Clive Barker pubblicato nel 1987 è uno dei romanzi più onirici e tematicamente pieni che abbia mai letto. Azione, poesia ed estremismo: q
uando il connubio tra Horror e Fantasy può risultare devastante.
-Tutti i Racconti Vol.1 (1950-1953) di Richard Matheson. L'importanza della short story. Quanto possono essere importanti i racconti? Quanto queste vecchie e appassionanti storie di genere possono essere valide per ricavarsi un posto nell'olimpo letterario?
Matheson ce lo spiega in meno di 10 pagine, come in "Nato di uomo e donna".
-Ubik di Philip K. Dick. Un romanzo piccolo che presenta molteplici chiavi di lettura, che mi ha dimostrato ancora una volta la profondità fantascienza.



                      


Forte è lo sconforto nel percepire la considerazione che questi generi hanno oggi. Forte è lo sconforto nel vedere molto lettori che non capiscono che le radici della contemporaneità siano tra queste pagine. Pagine che sono classici veri e propri.


Alla prossima
Andrea

4 commenti:

  1. Dopo aver letto "I diabolici" di Pierre Boileau e Thomas Narcejac mi sono chiesta la stessa cosa.
    Eppure mi è piaciuto.
    Però, quando dimenticherò la storia, cosa mi resterà se non il vago ricordo di un piacevole intrattenimento?
    Non lo so.
    Io definisco letteratura di intrattenimento quella che, eliminando la trama, non mi lascia niente.

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    1. Sei la seconda persona che mi parla bene de "I diabolici". Credo che dovrò rimediare.
      Mi trovi d'accordo sulla tua definizione: i libri che non hanno da dare nulla oltre la trama sono intrattenimento.
      Peccato ci sia questo snobismo verso alcuni generi che nonostante la loro commercialità, hanno molto da dire!

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  2. Ti ringrazio, conosco tutti e tre gli autori, ho letto alcune opere, ma delle tre presentate in questo post non ho letto nessuna. In questo agosto torrido mi riprometto di farlo!

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    1. Ciao Giuliano! fammi poi sapere se riesci a leggerne qualcuno! ;)

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