martedì 7 ottobre 2014

La Ferocia di Nicola Lagioia - #Stregathon

Il crollo della famiglia Salvemini. Il crollo di una grande famiglia che diventa l’espediente per raccontare tutto quello che la circonda. 
Lo sfondo è quello della provincia pugliese dei giorni nostri, un territorio arido e pieno di contraddizioni. Un territorio ad oggi difficile, che splende per la sua bellezza ma che inesorabilmente colpisce per i suoi lati bui.
La Famiglia Salvemini è il cardine dell’intera città di Bari: segreti, appalti truccati e grandi influenze. Tra i segreti,  uno è quello che si intreccerà con la trama. Il più oscuro, il più doloroso, il più vivo.

Clara infatti, la prima figlia dell’imprenditore barese sarà trovata morta. Le cause saranno molto incerte. Toccherà quindi a Michele il fratellastro che con Clara aveva il rapporto più intenso, dover tornare nel luogo della sua infanzia per capire cosa sia successo. 

Lagioia si concentra  sulla provincia. Focalizza l’essenziale del quale fa parte la natura: un tratto di statale, il volo di un insetto o il rapporto con un gatto. Descrizioni molto oniriche accompagnano questo tratteggio molto singolare.
La provincia perché è capace di raccontare tutto il resto d’Italia e  perché è luogo piccolo nel quale i rapporti potrebbero avere più risalto. Il tutto con una parola: intimità. La stessa intimità che potrebbe dare accezioni negative a un intero nucleo familiare. Questo il caso dei Salvemini.

L’inizio del romanzo non è dei più semplici e lo stile denso e i continui cambi temporali presenti nello stesso paragrafo potrebbero mettere in difficoltà i lettori meno pazienti. La pazienza che portata al limite diventa ferocia. Tutto torna.

Se amate la bella scrittura e non vi fate intimorire da nessun testo è sicuramente il romanzo che fa per voi. In caso contrario ci penserei due volte. Il rischio di non cogliere il testo è alto e potrebbe essere un peccato.
                    
Nicola Lagioia a Pordenonelegge

Degni di nota sono i personaggi la cui costruzione  è accompagnata da un narratore esterno, che in alcune parti ho trovato un po’ prolisso.
Ma la pazienza premia e la struttura tipicamente noir aiuta. La storia decolla. Trame e sotto-trame manovrate da questa voce fredda e osservatrice. Una voce attraverso la quale esamineremo ogni anfratto buio. Il buio dei rapporti tra i membri della famiglia Salvemini, il buio della  società, il buio che Michele si sente dentro dopo la morte della sorella.

Con "La Ferocia" possiamo parlare di “gotico meridionale”: una fotografia che mostra uno sprazzo nuovo, un tipo di approfondimento ancora poco trattato dalla letteratura italiana contemporanea.
Solo per questo il libro merita la lettura. La ferocia nonostante i suoi punti morti e il suo essere prolisso fa della crudeltà e dell’aggressività i suoi punti di forza. La ferocia se compresa lascia il segno.

Alla prossima
Andrea

2 commenti:

  1. Mi interessa molto.
    Di Lagioia ho letto "Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj" e, sebbene ne abbia apprezzato molto lo stile particolare, non l'ho minimamente capito.

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    1. Io ho letto solo questo e secondo me anche in questo caso ci troviamo di fronte a un libro estremamente particolare.
      Da quanto ne so io "Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj" è una sorta di distruzione di alcune regole che fanno parte di un mondo ben preciso. Lo stesso mondo dal quale lo stesso Lagioia esce con prepotenza.
      Prima o poi leggerò anche quello :)

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