giovedì 20 marzo 2014

L'Ombra della Luna Crescente di Fatima Bhutto

Leggere L'Ombra della Luna Crescente di Fatima Bhutto (edito Cavallo di Ferro) significa approcciarsi a un testo scritto da un’autrice pakistana. Entrare in un mondo che non è il tuo, un mondo che vedi costantemente nella cronaca quotidiana e che per te rimane quasi un’idea. Un qualcosa di illusorio, un qualcosa di irreale. Proprio come Mir Ali, la città fittizia nella quale è ambiento il suo primo romanzo.
Continuare a leggere significa entrare in una storia corale che ha la struttura di un classico romanzo thriller che con lo scorrere delle pagine cambia abito, per vestirsi da romanzo di denuncia, da romanzo “importante”. Ho sentito urlare. E detto in maniera sincera, non me lo sarei mai aspettato.
Ho sentito l’urlo dei giovani, l’urlo di coloro che tutti i giorni devono combattere.




Una cucina, un tavolo, tre fratelli e discorsi politici molto velati. “L’ombra della luna crescente” si apre così, con questa ambientazione quasi rassicurante. Sintomo di unità e solidità. Ma questo in Pakistan non è possibile, il lettore non lo può sapere. Io non lo sapevo.

"Hayat è cresciuto senza un futuro, gli è stato negato. Nessuno parla mai di cosa sarebbe diventato e di quale percorso si sarebbe acceso sulla mappa della sua vita. Era stato allevato nel passato - aveva solo memoria, nessun diritto all'immaginazione".


Non nascondo, di essermi documentato dopo le prime 50 pagine che potrebbero essere molto spiazzanti per coloro che ignorano la storia e i processi politici che hanno condizionato il territorio del Pakistan negli ultimi quarant’anni. Finita questa piccola ricerchina, che tra l’altro non può far male, ecco che il romanzo piano piano ha assunto un peso diverso.

Come tanti tasselli di un puzzle, ogni pezzo piano piano prende il suo posto correndo con fare aitante tra le strade e i quartieri di Mir Ali. Questo grazie anche a una scrittura molto elegante, una prosa diretta e in alcuni punti molto profonda che viene fusa in maniera quasi naturale con la struttura del classico romanzo thriller che continua ad ingolosire il lettore.

Altra menzione va ai personaggi. Uomini vivi. Personaggi reali. Scelte difficili, dolore e sofferenza.
E le donne? Le donne rappresentano a mio parere, la chiave sulla quale si fonda l’intero romanzo. Il punto di svolta. Sono donne che sanno qual è il loro compito. Sono donne che dovrebbero attenersi a determinate regole. Sono donne però, che non possono più sopportare niente. Le stesse donne che vi consiglio in prima persona di osservare. Mi hanno colpito. Mi hanno fatto sentire in qualche modo inferiore. Loro conoscono il coraggio. Loro hanno fatto la loro scelta.

La Bhutto nonostante la sua discendenza, ha da sempre accantonato la carriera politica per dare risalto a temi ritenuti da lei imprescindibili attraverso la scrittura. E se "L’ombra della luna crescente" è un romanzo fittizio, la Bhutto è riuscita tramite eventi e personaggi a dar voce al suo intento. Lo ripeto mi aspettavo di sentire voci e sensazioni diverse, ma ho sentito urlare. Urla che per la prima volta hanno fatto brillare l’intera Mir Ali di una labile speranza.

L'articolo originale (non revisionato) è stato pubblicato su Yoobookers.it
Alla Prossima

Nessun commento:

Posta un commento