venerdì 31 gennaio 2014

Cristina De Stefano presenta "Oriana, Una Donna" @ Circolo dei lettori di Torino

Tocca a Domenico Quirico aprire la serata. Cristina De Stefano presenta presso il Circolo dei lettori di Torino la sua ultima fatica: la biografia ufficiale di Oriana Fallaci. (Oriana, una donna. Edito Rizzoli. 19,00€)
Un testo che a quanto pare è stato accolto in maniera più che positiva dalla critica e che al momento sta attirando molti lettori: semplici curiosi e affezionati della penna della Fallaci.
La giornalista fiorentina che ha lasciato il segno nella storia giornalistica e letteraria  del Novecento.

Milan Kundera scrive di lei nel suo testo L'immortalité:
“Chi è il più memorabile giornalista degli ultimi tempi? Non Hemingway, che scriveva delle sue avventure in trincea, non Egon Erwin Kisch, conoscitore di tutte le puttane praghesi, non Orwell, che passò un anno della sua vita con i poveri di Parigi, ma Oriana Fallaci che tra il 1969 e il 1972 pubblicò sul settimanale italiano L’Europeo una serie di conversazioni con gli uomini politici più famosi dell’epoca. Quelle conversazioni erano più che semplici conversazioni; erano dei duelli. Ancora prima di capire che si battevano in condizioni impari - perché era lei che faceva le domande, non loro - gli onnipotenti politici erano già KO sul pavimento del ring. Quei duelli erano un segno dei tempi: la situazione era cambiata. I giornalisti avevano capito che fare domande non era solo il metodo di lavoro del reporter, che conduce modestamente le sue indagini munito di taccuino e matita, ma era un modo di esercitare il potere. Il giornalista non è una persona che fa domande, ma una persona che ha il sacro diritto di farle, e farle a chiunque, su qualunque argomento.”

Penso che dopo questo esaustivo commento, fatto da un autore di questo calibro, sia doveroso accantonare il tema Fallaci. Tema chiave di tutta la presentazione. 
Accantoniamolo momentaneamente per sottolineare altri aspetti più vicini alla De Stafano autrice.

Quirico non perde tempo, le domande sono spontanee e dovute: “Perché una biografia?” “Come fare per unire i fili di questa persona?”. In fondo la biografia è questo: unire fili. Unire fili per  tessere e presentare a terzi il ricamo di una vita intera. Una vita che non è la tua.

<La biografia nonostante sia stata commissionata era comunque un mio desiderio. Le biografie mi piacciono molto. Si fa un lavoro da detective: bisogna trovare gli indizi e bisogna diffidare di tutto. Colui che scrive una biografia deve prendere in continuazione delle scelte.>

La documentazione è stata ampia e singolare. Diverse persone hanno lavorato tra l’Italia e l’America per realizzare un prodotto che ha richiesto molto tempo.

Le ricerche sul capo sono state di due tipi:
- Cercare altre fonti
- Intervistare tutte quelle persone che hanno conosciuto Oriana negli anni 50 (scelti come riferimento temporale più accurato).
Dal Nipote al dottore che ha accompagnato la scrittrice fiorentina verso la morte. Molti hanno dato il loro contributo e per scelta dell'autrice (scelta che ho particolarmente apprezzato) sono rimasti anonimi.

<Non ho voluto fare gossip.>

Cosa ancora più importante è stata la possibilità di lavorare e accedere alle carte private di Oriana. Scatoloni di lettere, scatoloni di bozze, scatolini di vita.


Se a tutto questo aggiungiamo una fortissima capacità di scrittura supportata da tagli visivi particolarmente diretti ed efficaci, avremmo un risultato più che positivo che è specchio della realtà. Infatti il libro a breve verrà tradotto in tutto il mondo. 
Una lettura che mi sento di consigliare a tutti. Ve lo dico in tutta sincerità.
Conoscere la Fallaci anche attraverso questa biografia può essere cosa buona perché alla fine la storia più bella non è contenuta nei sui scritti. La storia più bella è Oriana. Oriana, una semplice donna.
Alla Prossima
Andrea

3 commenti:

  1. Ciao Andre,sono Kassim di YT.
    Letto l'articolo, interessante. Avrei però preferito una tua recensione scritta, tuttavia, immagino che deleghi il compito delle recensioni al canale.

    Vabeh, ovviamente io sono la persona meno indicata per esprimere un giudizio imparziale e distaccato nei confronti della biografia, come anche verso tutti gli scritti della Fallaci.

    Tuttavia, mi sento di segnalare qualcosa per la biografia.
    Come ti avevo già scritto, la lunghezza di sole 300 pagine mi sembra eccessivamente risicata in merito al personaggio. Ma anche nella postfazione la De Stefano imputava tale "ammanco" di pagine a due motivi principali:
    - la difficoltà di reperimento di materiale, nonostante la vita pubblica della Fallaci;
    - una sorta di autocensura nel non voler fare gossip, come da te indicato, e sottolineato anche in una mail-risposta con cui la De Stefano (DS) mi ha gentilmente deliziato =P

    Nonostante questo, trovo che anche a costo di dover fare i cattivi e di dover forzare la mano, ci si sarebbe potuti spingere ben oltre, e non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche di critica interna. Leggendo si capisce fin troppo che la DS è voluta rimanere nell'ombra, nel sotto-testo delle pagine, che per carità condivido, ma tale scelta è stata eccessivamente esasperata, quasi come se la Fallaci avesse scritto tutto e la DS si fosse limitata a mettere insieme i pezzi.

    Leggendo la biografia di Steve Jobs, invece, il curatore Isaacson non ha risparmiato nessun aspetto, andando anzi a scavare dove nessuno voleva che si scavasse.

    Ora, posto che questo è un blog personale e io non sono nessuno. Credo che quello che più onestamente un curatore di una biografia debba fare, è quello di rievocare tutti i fantasmi, buoni e cattivi che il personaggio preso in esame ha lasciato dietro le proprie spalle, senza esclusione di colpi, visto che il solo elemento per comprendere pienamente la storia è la realtà e concretezza dei fatti, crudi e puri.

    Certo, questo atteggiamento non è lusinghiero nei confronti di chi si sta parlando e che non ha più le armi fisiche per difendersi, la propria voce e il proprio intelletto, strappati dal tempo.

    Ma mi chiedo come Oriana avrebbe affrontato una tale prova, e l'unica risposta che mi viene da dire è che avrebbe usato tutte le armi a sua disposizione,senza tuttavia essere disonesti nei confronti del "nemico". Un coraggio che deve essere necessario se si vuole raggiungere la verità ed essere rispettosi nei confronti della storia.

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    2. Ciao!
      Qualche recensione la troverai anche qua, non uso solo il canale. Le volte le faccio anche scritte.
      Con la tua riflessione hai aperto un bell'argomento: Cosa deve o non deve fare chi scrive una biografia?
      Qui come hai giustamente scritto tu ci sono diverse correnti di pensiero.
      1) Chi rimane nell'ombra come ha fatto la DS.
      2) Chi scava tra dicerie e dati che non sempre sono sicuri.
      Qual è quindi il metodo giusto? Secondo me non c'è.
      Credo siano scelte.
      Io personalmente apprezzo quando si verifica il punto 1, ma non disprezzo neanche il punto 2 (quando ogni singola affermazione scomoda viene documentata da un qualcosa di tangibile).

      Oriana. Una donna. Ha seguito un lavoro molto ben indirizzato. Si è attenuta su dati certi e una tradizione alquanto ridotta.
      Sulle 300 pagine ti do ragione, a me è piaciuta così tanto che ne avrei volute il doppio :)

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